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Grande Fratello 11: televoto è una truffa? Marcuzzi si tradisce

Chissà se il Grande Fratello farà finta di niente, come per le segnalazioni delle altre bestemmie, anche riguardo le affermazioni dell'Unione Nazionale Consumatori, che denuncia il fatto che Alessia Marcuzzi "anticipa i risultati del televoto a votazioni ancora aperte".

"Nella puntata del Grande Fratello di ieri (lunedì 3 gennaio 2010, ndr) per due volte la conduttrice Alessia Marcuzzi si tradisce ed anticipa i risultati del televoto a votazioni ancora aperte" spiega in una nota del 4 gennaio Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC).
Massimiliano Dona rende noto, infatti, una cosa che diversi telespettatori (e anche alcuni concorrenti nella Casa) avevano notato, cioè delle frasi che lasciavano intendere che i giochi al Grande Fratello non sono guidati dal televoto ma dalla produzione.
"Dapprima Alessia Marcuzzi si rivolge alla coppia di concorrenti Margherita-Nando parlando al tempo passato, ma l'esclusione del concorrente di Pomezia non era ancora stata decretata, tanto da suscitare la reazione di Margherita che costringe la presentatrice ad una goffa giustificazione" spiega il segretario dell'UNC.
"Più tardi, nel corso della diretta - continua nel comunicato Massimiliano Dona - una Marcuzzi evidentemente poco in forma, parlando con Massimo, il concorrente della passata edizione sul cui destino dovevano decidere i telespettatori televotando per la sua riammissione nella casa, si lascia scappare 'vedremo la decisione del Grande Fratello', così ammettendo l'inutilità dei televoti rispetto alle determinazioni della redazione".
Massimiliano Dona conclude poi facendo notare che "a tutto ciò si aggiunga che le indicazioni sui costi del SMS sono scritte in caratteri sempre più illeggibili, tanto da rendere quasi impossibile per il telespettatore sapere quanto spenderà per esprimere la sua (davvero fondamentale?) preferenza!".
Affermazioni e dubbi che meriterebbero una risposta del Grande Fratello ma in molti credono, come è successo per i casi delle bestemmie, che la produzione anche stavolta farà finta di niente. In nessun altro Paese ciò sarebbe possibile. Ma in nessun altro Paese (civile), d'altronde, si discuterebbe ancora se i lavoratori abbiano o meno dei diritti.

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