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UE: Google fa "abuso di posizione dominante". Ed è pure sito "parzialmente pericoloso"

La Commissione europea accusa Google di "abuso di posizione dominante" a causa del suo onnipresente sistema operativo Android. Inoltre, il motore di ricerca di Google è un sito "potenzialmente pericoloso", come ha certificato lo stesso Google sul suo Transparency Report.

Grossi guai per Google. La Commissione europea accusa infatti la multinazionale di Mountain View di "abuso di posizione dominante" a causa del suo onnipresente sistema operativo Android. L'UE sostiene infatti che Google ha violato il diritto comunitario in materia di concorrenza e antitrust perché porrebbe condizioni onerose alle imprese per l'uso di Android. Google ha 12 settimane per convincere i commissari europei di non aver allungato i propri tentacoli su tutto il mercato del mobile (falegnameria esclusa) ma già il general counsel Kent Walker ha tentato di replicare affermando invece che Android "è un ecosistema sostenibile, basato su software open source" e che quindi non ha soffocato la concorrenza come dice l'UE ma addirittura l'ha favorita.

Non la pensa così Margrethe Vestager, commissario per la concorrenza europea, spiegando che Google ha danneggiato sia i concorrenti che i consumatori perché ha obbligato i produttori di tablet e smartphone a preinstallare i suoi servizi, in alcuni casi facendoli impostare come predefiniti. Secondo le informazioni in mano all'UE Google avrebbe infatti offerto incentivi finanziari a quei produttori e operatori di rete mobile a condizione che questi avrebbero preinstallato esclusivamente i software della multinazionale americana. Inoltre, Vestager afferma che Google avrebbe impedito ai produttori di dispositivi mobili di utilizzare quei sistemi operativi che hanno sviluppato dei software partendo dal codice sorgente open surce di Android.

Vestager sottolinea che ormai smartphone e tablet rappresentano la maggior parte del traffico internet globale, osservando che l'80% dei dispositivi mobili ha installato Android mentre Google possiede il 90% dei servizi di ricerca sul web. Motore di ricerca che non solo falserebbe i risultati per favorire i servizi di shopping di Google, come denunciato sempre dall'UE nel 2015 ma che oltretutto è "potenzialmente pericoloso". A rendere il tutto ancor più inquietante il fatto però che a dire che Google è un sito "potenzialmente pericoloso" è lo stesso Google, nel suo Transparency Report.

Alla data del 19 aprile infatti il report allerta gli utenti che il motore di ricerca Google.com è "partially dangerous" e mette in guardia i suoi utenti. Nel report Google avverte infatti che il suo motore di ricerca contiene pagine che hanno un "contenuto ingannevole" e che "alcune pagine di questo sito web potrebbero installare malware sui computer degli utenti". Da notare che tra i siti considerati pericolosi e che potrebbero installare malware ci sono anche alcuni aperti su Blogspot oppure su Googlegroups. Interessante il fatto poi che se si ricerca oggi, 20 aprile, google.com sul Transparency Report lo stato di sicurezza che apparirà sarà invece, magicamente, "non pericoloso" (not dangerous). Eppure i dettagli del report indicano le stesse identiche criticità elencate il giorno 19 aprile, quando è esplosa la notizia della "parziale pericolosità" di Google. D'altronde, si sa che il controllore rischia di non essere imparziale se è anche il controllato ed è pure "dominate" sul mercato.

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