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Google: via spam, "content farm" meno contente. Modifiche al PageRank

Google con l'entrata di Larry Page come CEO al posto di Schmidt, torna a fare il "motore di ricerca" declassando i siti "di bassa qualità" prodotti dalla "content farm", ovvero le fabbriche di spam, parassitarie ai contenuti "veri" ormai nascosti nella rete.

Google con l'entrata del suo fondatore Larry Page come CEO al posto di Eric Schmidt si dice voglia dare l'energia e l'entusiasmo dei "primi tempi" al motore di ricerca di Mountain View e questo, per un informatico del calibro di Page (è lui l'inventore del PageRank), significa un po', come hanno compreso anche acuti analisti, tornare al "core business" di Google.
E forse più al "core" (alla partenopea) che al business, perché deve fare un certo effetto a Larry Page vedere un Google che fa tutto, quasi anche il caffé (ad esempio con Android), ma che ha perso quel "magic touch" di una volta nel trovare le informazioni.
Google è sempre più soffocato dallo "spam", ovvero da quei siti (di cui in Italia siamo letteralmente sommersi) che fabbricano milioni di pagine di contenuti scadenti o artificiosamente "frammentati" alle spalle di chi produce contenuti "veri".
Lo spam è un dramma per tutti (tranne che per chi ci guadagna) e infesta letteralmente il web, tanto che il lettore medio (analfabeta di ritorno e informaticamente analfabeta di prima generazione) crede che le pagine "finte" siano quelle "vere" e legge spesso delle "informazioni" che non sono altro che "puzzle" non autorizzato di titoli e pezzetti di testo di informazioni altrui. Il fatto che queste pagine siano sovente nelle prime posizioni di Google e che abbiano anche la pubblicità di Mountain View fa imbestialire i legittimi proprietari dei contenuti (testi, foto, video) che vedono investimenti, fatica e tempo buttati a favore dei "soliti" disonesti.
Ora Google sembra dare una sterzata all'"andazzo" delle "content farm", vere e proprie fabbriche di contenuti (da quelle amatoriali a quelle industriali), che verranno penalizzate da un nuovo algoritmo studiato ad uopo. Le parole del blog ufficiale di Google sono la migliore spiegazione (traduciamo liberamente): "Molti dei cambiamenti che facciamo sono così sottili che pochissime persone se ne accorgono. Ma negli ultimi giorni abbiamo lanciato un miglioramento abbastanza importante al nostro algoritmo che produce la classifica dei siti, un cambiamento che ha un impatto notevole visto che avrà un effetto sull'11,8% delle 'queries' e vogliamo che le persone capiscano che cosa stia succedendo". Continua a spiegare il blog ufficiale di Google: "Questo aggiornamento è progettato per ridurre la posizione in classifica dei siti di bassa qualità, siti che hanno un basso valore aggiunto per gli utenti, siti che non sono molto utili. Allo stesso tempo fornirà una valutazione più alta ai siti di alta qualità, siti con contenuti originali, siti con informazioni some ricerche, relazioni approfondite, analisi attente e così via" (http://is.gd/d6ksja).
Per ora l'update è attivo solo negli Stati Uniti, ma si diffonderà in tutto il mondo. Anche in Italia. Aspettiamo con ansia.

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