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Google ricerca: l'input si fa in tre. Tradizionale, foto o vocale

A Google ora potrai "parlare" e inserire delle "foto" per far partire delle ricerche. Ovviamente rimangono a disposizione anche le dita per cercare le parole chiave preferite, sempre "corrette", "suggerite" e istantaneamente "risolte" dal motore di ricerca di Mountain View.

Google affina il suo "input" e non più il suo "output". Dismessi ormai i sogni di gloria di "intelligenza artificiale" e compresa la lezione algoritmica del comodo "repetita iuvant" (le "chiavi di ricerca", alla fin della fiera, sono sempre le stesse), la frontiera di Mountain View sta nel rendere il web "piacevole come sfogliare una rivista", come ha affermato a San Francisco Amit Singhal, celebre Google Fellow della multinazionale californiana, nella presentazione dei nuovi servizi. Se fino ad oggi l'unico modo di farsi capire dal motore di ricerca di Mountain View era quello di digitare delle parole su un campo di ricerca, ora quel campo bianco diventa quasi una "buca" dove inserire degli "oggetti" che, in questo caso, sono la propria voce e delle fotografie. Il risultato è sempre lo stesso: una lista di siti come risposta. Sempre più immediata, certo, ma sempre più "superficiale", cioè sempre focalizzata sui "primi risultati" che non necessariamente sono i migliori. Ma questa è chiaramente un'altra storia. Passo dopo passo Mountain View sembra stia abituando gli utenti a "cercare" in una maniera "comoda" e "googlica" in modo che ogni concorrente venga spiazzato (ovviamente anche quelli più piccoli con tecnologie nuove tipo wolframalpha.com) facendoli sembrare "preistorici", forte com'è della sua enorme ed inarrivabile struttura hardware e software. Si pensi solamente che su un "motore di ricerca" che non ha a disposizione le centinaia di migliaia di server di Google (quanti server Google abbia ufficialmente worldwide è ancora un mistero) per cercare la chiave di ricerca "Justin Bieber" si è costretti (semplicemente) a digitare sull'apposito "campo" la frase. Su Google non solo appena digiti "Jus" appare il suggerimento "Justin Bieber", ma appare automaticamente, tramite la funzione "Google Instant", il risultato della ricerca senza neppure fare "Ok" o premere il tasto invio. La novità saliente di questi giorni è che ora "Justin Bieber" (ma ovviamente è solamente un esempio) è "ricercabile" sia usando "le dita", sia pronunciando il suo nome (quando è disponibile un microfono sul lato del "tradizionale" campo di ricerca di Google), oppure trascinando una sua foto su "Search by Image" (una piccola macchina fotografica apparirà sempre sulla destra). L'input di Google quindi si fa in tre: "digitato", "parlato", "fotografato". Opzioni già disponibili sui dispositivi mobili Android ma che ora entrano a far parte anche del mondo dei PC, anche se ovviamente in "preview". "Dopo aver introdotto il riconoscimento vocale per la ricerca su cellulare, abbiamo pensato di estendere questa opportunità anche ad altri dispositivi. La possibilità di interagire mediante la voce dovrebbe essere una funzione onnipresente e intuitiva" si legge sul Blog ufficiale di Google, anche se il servizio è, per ora, solamente disponibile per gli anglofoni. Per quanto riguarda la "ricerca tramite foto" Google specifica che: "A fianco del microfono, su images.google.com, vedrai quindi una piccola macchina fotografica che identifica la nuova funzione Search by Image. Se clicchi su questa icona, puoi caricare una foto o inserire l'URL di un'immagine dal web e chiedere a Google di dirti che cos'è". Due video ufficiali spiegano l'esperienza e invitano a provare le novità, "Introducing Voice Search for your computer" (youtube.com/watch?v=MQnZe_Iggx0) e "Search by Image" (youtube.com/watch?v=t99BfDnBZcI).

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