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Google privacy policy, Garante: "incrocio dei dati fuori controllo"

I Garanti della Privacy dell'Unione Europea trovano che la nuova privacy policy "unificata" di Google non sia "conforme" alle leggi europee. Google pensa il contrario, naturalmente. Ma la UE dà al massimo tre o quattro mesi a Mountain View per "mettersi in regola", pena un contenzioso.

Da Facebook al "semplice" servizio email ogni utente "accetta" una "privacy policy" che raramente legge. La privacy su internet è principalmente a rischio per questo motivo: "contratti" che per la maggior parte non sono "chiari" e che solamente degli esperti del settore possono "tradurre" quasi fossero quelli, incomprensibili anche per gli esperti, dei cosiddetti "derivati". Ne consegue che la "merce" in questione, rappresentata dai dati personali dei cittadini, è assolutamente preziosa per chi la "tratta" e la "detiene". Il dubbio che le attività quotidiane che si svolgono sulla rete possano essere usate "per conoscerci meglio" (nel tono del lupo cattivo di Cappuccetto Rosso) diventa sempre più forte nell'utente "alfabetizzato". Arriva dalla Francia la notizia che la nuova privacy policy di Google , nei mesi scorsi "sbandierata" da Mountain View in ogni pagina del motore di ricerca (e di altri servizi), proprio per spiegare all'utente l'"unificazione" delle politiche sul trattamento dei dati personali, non avrebbe soddisfatto i parametri delle leggi europee. Ad affermarlo i "garanti della privacy" dell'Unione Europea che, in una lettera al gigante di internet scrivono che, al massimo tra quattro mesi (pena un contenzioso), Google dovrà "farsi parte attiva nella tutela della privacy e di rendere conformi alla direttiva sulla protezione dei dati personali le nuove regole, operative dallo scorso marzo".

Il problema sollevato dal CNIL (Commission nationale de l'informatique et des libertés), che ha studiato attentamente il nuovo "sistema" della privacy "unificata" di Google starebbe soprattutto nel possibile "incrocio dei dati" che la nuova "policy unica" permetterebbe a Mountain View. Google infatti potrebbe "estrapolare" i dati da un confronto "intelligente" tra tutti i servizi che l'utente usa durante la navigazione senza il suo "espresso consenso". Un pezzettino su Youtube, un frammento della navigazione sul search engine, una manciata raccolta da Gmail, una raschiatina a Google Maps ed ecco il piccolo "tesoretto" di dati personali. Ma l'utente, secondo i garanti europei della privacy, non saprebbe, sostanzialmente, dove è stato preso che cosa. La difficoltà per il cittadino sarebbe infatti quella di "comprendere", detto in altre parole, quali informazioni siano state "trattate" per ogni servizio, in maniera specifica e trasparente. I garanti della privacy europei chiedono quindi a Google di "inserire informative privacy all'interno dei singoli prodotti" e di lavorare su sistemi semplificati di opt out. Entra nel merito anche il Garante della Privacy italiano in una nota dall'emblematico titolo e sommario: "I Garanti europei a Google: le nuove regole privacy non rispettano la Direttiva europea; Informative agli utenti insufficienti e incrocio dei dati fuori controllo".

Osserva il Garante italiano: "Google dovrebbe chiarire agli utenti, inoltre, le finalità e le modalità di combinazione dei dati tratti dai vari servizi forniti e mettere quindi a punto strumenti per consentire agli utenti un più stretto controllo sui propri dati personali. A tale scopo, i Garanti raccomandano alla società di adottare meccanismi semplificati di 'opt out' (opposizione al trattamento dei loro dati), sia che l'utente sia iscritto o meno ad un servizio, e di ottenere il consenso espresso degli utenti all'incrocio dei dati". Antonello Soro, Presidente dell'Autorità italiana, afferma a questo proposito: "Google tratta i dati di milioni di utenti sparsi nel mondo i quali non sempre sono consapevoli dell'uso che viene fatto delle loro informazioni personali. Per questo è indispensabile che operi in modo corretto e nel rispetto dei diritti fondamentali, così come riconosciuti dall'Unione europea". Soro sottolinea poi che "l'azione coordinata delle Autorità europee svolta nei confronti di Google rappresenta in questo senso un messaggio importante ai grandi colossi della rete affinché accettino la sfida di una nuova policy più responsabile e attenta alla dignità delle persone". Peter Fleischer, responsabile privacy di Google, risponde alle osservazioni dei Garanti UE: "La nostra nuova privacy policy dimostra il nostro continuo impegno per proteggere le informazioni dei nostri utenti e creare prodotti di qualità. Siamo fiduciosi del fatto che le nostre policy rispettino le leggi europee".

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