le notizie che fanno testo, dal 2010

Google lancia testamento digitale, aspettando moratorium di Philip Dick

Goolge lancia Inactive Account Manager, una sorta di testamento digitale che permette all'utente di decidere le sue ultime volontà 2.0 in caso di decesso, dalla cancellazione di tutti gli account al loro trasferimento a parsone di fiducia.

Google lancia Inactive Account Manager, una sorta di testamento digitale che permetterà all'utente fidelizzato da Mountain View di decidere che fine faranno tutti i suoi account dopo il proprio decesso. Una funzione forse un po' macabra, ma assolutamente utile, assicura Google. Dal suo blog, Google spiega che "fare progetti pensando a ciò che accadrà dopo la propria morte è molto importante per le persone che si lasciano alle spalle", e per questo è stata lanciata una nuova funzione che permetterà a tutti gli utenti di comunicare a Google le proprie volontà 2.0. La funzione Inactive Account Manager si trova nella pagina delle impostazioni dell'account Google, e lì l'utente potrà scrivere come intende gestire (o far gestire) tutti i suoi account una volta che la propria vita sarà molto più che virtuale, aspettando il moratorium di Philip K. Dick (dal libro Ubik del 1969), una sorta di centri di riposo dei defunti dove le persone vengono tenute in una animazione sospesa, in grado così di essere interpellate per prendere le ultime decisioni. Il testamento digitale di Google, naturalmente, è una banale impostazione (non si sa quanto valida dal punto di vista legale, soprattutto di Paese in Paese), dove si può decidere se far spirare anche i propri dati da tutti i servizi del polifemo di Mountain View, da quelli registrati dal motore di ricerca a Gmail, Blogger, Google Drive, Google Plus, Picasa Web Album, Google Voice e Youtube, dopo tre, sei, nove o dodici mesi di inattività dell'account, oppure se rigirarli ad una parsona di fiducia. In Inactive Account Manager, infatti, è possibile selezionare dei contatti di persone a cui si vuole donare tutti i propri dati una volta passati all'altro mondo, che saranno contattati con un messaggio sul cellulare o sull'indirizzo di posta che l'utente avrà avuto cura di trascrivere (dati questi ultimi che dovrebbero essere chiesti al diretto interessato, però, per rischiare di non violare la sua privacy visto che saranno fagocitati da Google).

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: