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Google: la notte che bruciammo Chrome. Hacker vincerà 20mila dollari

Google Chrome è blindato, Mountain View è sicura di sé, tanto da mettere sul piatto 20mila dollari e un Cr-48 con Chrome OS. Hacker maniaci della velocità si sfregano già le mani per "bruciare" Chrome. Altri non daranno mai questa soddisfazione a Big G e programmeranno un vecchio Sinclair QL.

Google punta su Chrome, il browser "concorrente" della casa di Mountain View nel mare magnum del web.
L'azienda del famoso motore di ricerca prende la palla al balzo per l'annuale "sfida tra hacker", il Pwn2Own ("computer hacking contest" dal 2007) che si terrà nel contesto del CanSecWest security conference tra meno di un mese a Vancouver, per testare la sicurezza di Chrome e per farsi un po' di pubblicità nel "giro che smanetta".
I browser e i sistemi operativi vengono di solito messi velocemente alla berlina dagli hacker che "bucano" la loro sicurezza anche in poche manciate di secondi ma Google stavolta è tanto sicuro di sé (ovviamante per un periodo limitato e preciso di tempo) che offre 20mila (miseri?) dollari allo "smanettone" che riuscirà a mettere in difficoltà il suo browser, e siccome un po' di marketing non fa male, mette sopra il premio in danaro anche un fiammante Cr-48 con Chrome OS.
Il fatto che Chrome sia sviluppato sullo stesso "motore" (l'open source WebKit) del browser Safari di Apple potrebbe anche "decidere" quale "sandbox derivata" sia la più "blindata" tra i due. Facili i titoli che ne potrebbero dervivare: "Chrome batte tutti i browser compreso quello di Apple" (o se va male il contrario, naturalmente, ma Google potrebbe già aver pregustato il titolo a lui favorevole).
Ovviamente il fatto che il Pwn2Own sia un "contest" di hacket "veloci" (veri e propri "exploit writer"in gergo) non significa che Chrome, se uscirà "vincitore", sia necessariamente più sicuro degli altri.
Gli "hacker lenti" vedono infatti questi contest un parallelismo con i tornei di "speedcubing" per la risoluzione del "Cubo di Rubik".
Ma gli hacker e la fantascienza, forse anche a livello inconscio, sono croce e delizia di Mountain View, come si potrebbe leggere nelle "assonanze" dei suoi prodotti quali "Nexus One" (Philip K. Dick - Il cacciatore di Androidi?)o lo stesso "Chrome" (La notte che bruciammo Chrome - Burning Chrome -, celebre antologia di fantascienza cyberpunk di William Gibson?).
E stavolta, a chi "brucerà" Chrome e la sua sicurezza, vanno anche dei soldi. Ancora non crediti.

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