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Google con "plus one" accerchia Facebook. Social, verrete assimilati

Google con "plus one" chiude il cerchio, o meglio il "Google Circle". Con la nuova grafica diventa più "portale" e con il bottone "+1" punta ad inglobare il web in una struttura sociale firmata Mountain View. Facebook farà la fine di MySpace?

Arriva "Google +1" ovvero "plus one", il "bottone" (ma in realtà un vero e proprio sistema "social") che cercherà di mandare a casa il "vecchio modo" di essere "sociali" su internet. Così come aveva fatto Facebook con MySpace (da qualche giorno rilevato da Justin Timberlake e Specific Media http://is.gd/z2KHOU), ora Google, dopo esperimenti poco riusciti come Wave e Buzz cerca di vincere con una strategia "dell'accerchiamemento" social. Non un nuovo "sito" quindi, per far concorrenza al Facebook di Mark Zuckerberg, ma un sistema "social ubiquo" dove il "commento" (con tutti i pro e i contro che ne derivano) sarà la "colla" del nuovo modo di essere del motore di ricerca californiano. Google quindi, da mero motore di ricerca e "gestore" della pubblicità su internet (praticamente in regime di monopolio) cambia, mutandosi in una realtà pesantemente "sociale" che vede, come non mai, coinvolti i webmaster, almeno secondo gli "appelli" di Google. La "carota" per chi ha un sito è infatti questa: "I pulsanti +1 consentono alle persone che apprezzano i tuoi contenuti di consigliarli sulla ricerca Google" che, in altre parole, soprattutto in Paesi "dove si usa solo Google" come il nostro significa, molto gentilmente, adeguarsi o adeguarsi. Ma che cosa è "+1"? Risponde Google da una pagina apposita: "Il pulsante + 1 è un modo per dire 'questo contenuto è veramente interessante' oppure 'te lo consiglio, provalo'. Fai clic sul pulsante +1 per segnalare qualcosa che ti piace. I tuoi +1 possono aiutare i tuoi amici, i tuoi contatti e altre persone sul Web a trovare le cose migliori mentre stanno facendo una ricerca" (http://is.gd/ynvHKr). Per alcuni osservatori questo significa l' addio definitivo alla fondamentale ricerca informatica della perfezione nel "trovare" le informazioni interessanti dal punto di vista degli algoritmi, e la resa incondizionata ai "motori di ricerca umani" che, ad esempio in Italia, sono probabilmente i meno "affidabili" per dei consigli. Non a caso sulla voce Analfabetismo su Wikipedia troviamo: "Il linguista Tullio de Mauro cita vari studi, concludendo che nel 2008 soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea" (http://is.gd/8zxc6m). Ma forse Google questo lo sa, ed il "+1" sarà integrato anche nella pubblicità Adwords, dove come "consumatori" probabilmente i consigli avranno più "peso" (sempre che siano "social-sinceri" e non "social-mercenari"). In un video ufficiale, anche tradotto in italiano, che dura un minuto e mezzo, c'è spiegata la filosofia del sistema (Google Business: Introducing the +1 Button (IT) http://is.gd/6zo5Kz) dove il "consiglio di un amico" sarà quindi essenziale per "scegliere". Tutto. Basterà avere un account di Google e questa "realtà consigliata", una sorta di "realtà aumentata" del motore di ricerca di Mountain View, si aprirà all'utente. Una specie di anticipazione è stata su Google News quelle "stelline" che si potevano accendere se si naviga "loggati" sull'aggregatore di notizie. Ovviamente per ora solamente pochi eletti possono deliziarsi con la "visione" del "+1" inserendo però "circle" di amici. L'entusiasmo è talmente alto che che Vic Gundotra di Google, solo qualche giorno fa diceva: "Abbiamo bloccato gli inviti: la domanda è incredibile ma vogliamo procedere in maniera attenta e controllata". Google "plus" rappresenta quindi per Google, che per l'occasione si è dato una veste più da "portale" che da "neutro" motore di ricerca, la vera chiusura del cerchio. Con "Google Circle", appunto, il social network by Mountain View sarà "solamente" per la propria "cerchia" di amici, con i "+1" ci si scambieranno i "consigli" quasi come fossero dei "bookmark" o dei "post-it" condivisi, e con Hangouts si videochatterà "in multipla" in allegria. E tutto questo perennemente e volontariamente "loggati", anche per fare una semplice ricerca. Certo non è obbligatorio, ma si rischia di essere antisocial(e), no? E se Facebook è sempre stato criticato per la "disinvoltura" nella gestione della privacy, Google potrebbe diventare talmente un "monstre" del campo da far sembrare Mark Elliott Zuckerberg un nerd adolescente in confronto a un grande vecchio. Unica consolazione e speranza, il motto di Google: "Don't Be Evil". Già, perché tra poco Google sarà tutto. E l'eco dei Borg Star Trek si farà "social": la resistenza è inutile. Verrete assimilati.

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