le notizie che fanno testo, dal 2010

Google chiude con "solare cheap" e punta 850 mln su rinnovabili

La politica aziendale di Larry Page vuole che i progetti che non "producono" vengano tagliati. Arriva quindi una nuova "sfrondatura" tra le piante di Mountain View, tra cui spiccano Knol, che doveva essere il "rivale" di Wikipedia e il laboratorio per l'energia rinnovabile "a basso costo" che avrebbe dovuto trovare la formula per vincere la sfida col carbone. Ma Google continua a credere nelle rinnovabili e nell'efficienza energetica per i suoi "data center".

Larry Page, co fondatore di Google ed attuale CEO di Google Inc., arrivato finalmente al vertice dopo il lungo "tutoring" di Eric E. Schmidt (ora Executive Chairman ed ex CEO), ha deciso di "darci un taglio" rispetto alla politica dei "mille rivoli" che vedevano Mountain View come ricca sorgente. Larry Page aveva già detto di voler "concentrare" in modo più efficace gli obiettivi del gruppo e questo, in termini "eufemistico-aziendali", ben lontani dal linguaggio spietato degli yuppies anni '80, significa in pratica "tagli". Così i progetti che "non portano frutto" vengono recisi, mentre altri servizi, che promettevano di "rivoluzionare la rete" (come Google Wave), ma che ormai paiono rinsecchiti, vengono ridotti a truciolato digitale. Non è la prima volta che accade a Mountain View che progetti che si definivano "rivoluzionari" sono poi stati chiusi in modo "sommesso", ma ora, anche per gli anni che ormai pesano su Big G, alcuni osservatori vedono delle crepe nella "credibilità" della comunicazione del leader mondiale della ricerca. Il fatto di annunciare in maniera "roboante" per poi chiudere dopo qualche tempo i servizi, ricorda un po' la "Oz strategy", come viene chiamata in gergo, ovvero la maniera in cui il Mago di Oz si rapportava ai sudditi del suo regno. Tuoni, fulmini e una faccia gigantesca nascondevano solo un piccolo (anche se simpatico) ometto, che grazie alla tecnologia (contemporanea, nell'immaginario collettivo, a Dorothy-Judy Garland http://is.gd/8lDSqt) muoveva tutto l'ambaradan. Così l'annuncio di Larry Page che fece "tremare" i produttori di pannelli solari nel 2008 e cioè "vogliamo applicare la stessa creatività ed innovazione alla sfida per la produzione di elettricità rinnovabile a livello globale e a costi inferiori rispetto a quella generata dal carbone" (da La Repubblica "Ecobusiness, arriva Google e dichiara la guerra al carbone" http://is.gd/jFhupE) e che partorì il laboratorio chiamato 'modestamente' "Renewable Energy Cheaper than Coal", si riduce anch'esso ad un "taglio". Il "Renewable Energy Cheaper than Coal" infatti chiude con le "potature" invernali di Google e, a vedere la foto che campeggia su un articolo di cnet.com ("Google axes clean energy hacking" http://is.gd/DfvMV0), qualcuno potrebbe notare dei cavi simili a quelli usati da Oz in persona nel film del '39 diretto da Victor Fleming. Il laboratorio delle "rinnovabili di Google" si prefiggeva come obiettivo quello di produrre, con materiali a bassissimo costo, dei sistemi per l'energia rinnovabile che "battessero" economicamente il carbone. I risultati, comunque interessanti, sono pubblicati su Google.org (google.org/rec.html). Ma lo "sfrondamento" dei progetti non si ferma al piccolo laboratorio "energetico" ma a servizi, partiti sempre "in tromba" come Knol, che dovevano insidiare il dominio "culturale" di Wikipedia e del faccione (un po' ansiogeno quando è nel periodo "fund raising") di Jimmy Wales. Nel blog ufficiale di Google c'è il post dell'intera lista di servizi (ed esperimenti) "tagliati" da Larry Page ("More spring cleaning out of season" http://is.gd/65aP0B). I "tagli" in "googlese" aziendale si chiamano "pulizie di primavera", ovviamente fuori stagione (ma dipende dall'emisfero, direbbe qualcuno). Sparisce "Google Bookmarks Lists", servizi sperimentale per "condividere i bookmark e collaborare con gli amici"; annullato anche il timido tentativo d'antan di rendere "social" i siti grazie a degli "snippet" di codice per i webmaster, ovvero "Google Friend Connect" (sostituito, da funzioni di Google +). Addio anche a "Google Gears", interessante quanto sottostimata estensione per browser per creare applicazioni "offline", nella vana speranza che le "rich internet application" potessero decollare; fine inoltre per la storica "Google Search Timeline" che viene sostituita (ma non con lo stesso spirito) da Google Trends. Seguono, come abbiamo già detto, last but not least, Google Wave (ma era già "chiuso" http://is.gd/QWwcbL), Knol e il laboratorio per le energie rinnovabili "cheap". Ma attenzione, non si pensi che Google abbia "mollato" le energie alternative con la chiusura del "Renewable Energy Cheaper than Coal". Mountain View, anche per non attirare gli strali delle orgnizzazioni "verdi", ci tiene a sottolineare dal suo blog: "Continueremo nel nostro lavoro di produrre enegia pulita, in modo sempre più efficiente". Google infatti promette di sostenere l'impegno di alimentare con energia rinnovabile i propri "data center" e renderli "più efficienti" tanto da investire più di 850 milioni di dollari in "tecnologie per le energie rinnovabili" per le proprie server farm (vedi Google Green http://is.gd/Upf0Bs). A proposito del Mago di Oz, quello vero, segnaliamo l'uscita de il seguito de "Il mago di OZ" di L. F. Baum, con le illustrazioni originali di John John R. Neill (ilmeravigliosopaesedioz.blogspot.com). "Il meraviglioso paese di Oz" è tradotto da Monica Guido e qui (http://is.gd/9u7Ktl) si può scaricare gratuitamente l'ebook (creato dalla stessa traduttrice) con alcune delle più belle illustrazioni del libro da colorare. Chissà se a Mountain View qualcuno si sta già dando da fare con i pastelli a cera (sostenibili, ovviamente).

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: