le notizie che fanno testo, dal 2010

Google X "riconosce" i gatti di Youtube. Ma Skynet è ancora lontano

L'ultima "scoperta" di Google, venuta fuori dai suoi misteriosi "Laboratori X", consiste nel "riconoscere" tra milioni di video su Youtube quelli con i gatti. Ma non è intelligenza artificiale, perché i 16mila computer utilizzati non sanno cos'è un felino.

Viene presentato come un incredibile passo avanti verso l'intelligenza artificiale, ma il "Neuro Network" di Google composto da 16mila processori non sembra assolutamente in grado di superare il "test di Turing" , il criterio in base al quale sarebbe possibile determinare se un computer sia in grado di pensare o meno.
Infatti, la "rete neurale" messa a punto nell'altisonante "Laboratorio X" di Google non sa che cos'è un gatto, ma è stata solo in grado di "riconoscere", dopo aver "visto" 10 milioni di video pubblicati su Youtube, quelli sui gatti.
Gli stessi ricercatori spiegano che il sistema ha raggiunto l'81,7% di accuratezza nell'individuare volti umani, il 76,7% di accuratezza nell'identificare parti di corpi umani e il 74,8% di accuratezza nell'identificare gatti.
I risultati della ricerca saranno presentati a giorni nel corso della International Conference on Machine learning di Edimburgo, in Scozia, ma è facile immaginare che tale "autoapprendimento", come viene chiamato, consista semplicemente nella "catalogazione algoritmica" delle video/immagini dei gatti presenti su Youtube avvenuta presumibilmente tramite tecniche di riconoscimento facciale (più o meno gli stessi software, ma molto più "massicci", che hanno anche le macchine fotografiche da 25 euro).
Il risultato di questo esperimento, ovviamento "mistificato" dalla stampa che conta come grande rivoluzione dell'intelligenza artificiale e del prossimo dominio venturo di Skynet (un po' come era successo prima del lancio di Volunia ), significa meramente che 16mila computer sono riusciti a "riconoscere" i tratti geometrici più ripetuti nei campioni utilizzati.
In altre parole, il "viso" dei gatti è su Youtube il melange geometrico più facile da catalogare, rispetto ad altri, per gli stupidissimi computer silicei.
La "fissa" degli informatici per i gatti è però cosa antica, anche se presumibilmente i ricercatori del "Laboratorio X" di Google non ne hanno idea.
Gli amanti del genere, infatti, ricorderanno senz'altro il registratore di spostamento "a pellicola criotronica incrociata" dei primi anni '60, che era paragonabile, a detta dei suoi costruttori, alle cellule della sezione di cervello proprio di un gatto.
Eppure nel "Laboratorio X" di Google, in ricerche retrò, vanno forte, dato che con ben altri mezzi, in senso puramente romantico, il mitico "Perceptron" usava il suo occhio elettronico ed identificava le lettere e i numeri già negli anni '60.
Ma il "pallino" degli informatici per i gatti va ben oltre già oggi le mire feline di Google, dato che IBM ha coinvolto il suo supercomputer "Blue Gene" per cercare di simulare il cervello di un gatto.
Molti si chiedono a questo punto se i "Laboratori X" di Google, così brillanti in mille studi bizzarri, possano anche impegnare il proprio tempo per "inventare" un motore di ricerca che "ricerchi" e che separi la pula dal grano. Ma questa è un'altra storia.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: