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Google: Toyota diventa KITT l'auto di Supercar

Dopo l'entusiamo e le celebrazioni per Google inventore di ogni cosa cominciano a nascere dubbi sulla mitologica perifrasi "che si guida da sola". O meglio "si guida da sola" se la strada è utopica, ma a Roma o a Milano tutto sarebbe diverso.

Se un giorno vi sorpasserà a destra, sgommerà e qualcuno dal finestrino NON vi farà le corna, maledirete il giorno in cui è stata inventata (e in questo caso presumibilmente hackerata dalle solite officine che truccano i cinquantini).
Quel pirata della strada sarà una robocar, un'auto robot, un'auto automatica (auto matica?), una Go Car (Google Car), una "auto che si guida da sola" come, con una elaborata perifrasi, si chiama in Italia la nuova automobile targata Google.
Come sempre qualsiasi cosa Made in Google viene adorata e santificata dall'opinione pubblica italiana quasi come una fan di Justin Bieber piange guardando i poster del casco d'oro canadese.
Ecco quindi arrivare finalmente, nell'immaginario collettivo, l'auto che ti porta in giro senza che tu guidi (chiaramente inaccettabile per il maschio troglodita), ovvero la versione chillout di KITT (K.I.T.T. in realtà acronimo di "Knight Industries Two Thousand " Industrie Knight 2000) che dominava la serie anni '80 di "Supercar" (Knight Rider) dove la Pontiac Firebird TransAm "custom" aveva un cuore di intelligenza artificiale che la rendeva un misto tra un cane da guardia (e da riporto) meccanico con l'ironia "metallica" di Spock di Star Trek (con tutto il rispetto per Spock e per il cane).
Oggi, che siamo nel 2000, invece di una aggressiva e virile Pontiac c'è una Toyota Prius e invece della Fondazione Knight che operava per il bene del mondo c'è Google "don't be evil" che mette "l'intelligenza artificiale" per creare una "macchina che si guida da sola".
Google non finisce di stupire (alcuni) e investe sulle auto "intelligenti" con una tecnlogia, riportata dal New York Times qualche giorno fa, che grazie a telecamere ultra potenti, una specie di radar sopra il tettuccio, diavolerie laser e un software molto probabilmente "alla Google" (che monitora e cerca di ripetere per analogia ciò che fa un essere umano) ha viaggiato per migliaia di chilometri per le strade della California scorrazzando il guidatore senza che "essere biologico" prendesse mai il volante.
Ora siamo sicuri che la Google auto "che si guida da sola" è un bell'esperimento e una bella storia virale per girare in tutto il mondo, ma una cosa è guidare sulle Highway e i Boulevard americani con il traffico americano (e la velocità di crociera americana) un'altra cosa è portare la Google Car ad esempio a Roma (nota come città col traffico più difficile, maleducato, pericoloso, ignorante, incivile, stressante e protremmo continuare) e farla camminare.
Camminare in mezzo a gente che ti sorpassa a destra, che non mette le frecce, che non rispetta nessuna distanza di sicurezza, di moto che viaggiamo perennemente contromano, di sensi stradali fantasma, di pedoni suicidi.
Insomma se il software delle macchine "che si guidano da sole" di Google si trovassero nel traffico "vero" non si troverebbero in un incubo, ma in un videogioco. E comincerebbero probabilmente a giocare all'autoscontro.

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