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Google Glass: Garante Privacy e la lettera a Larry Page

Il Garante della privacy italiano non torna più sullo scandalo PRISM ma continua a concentrarsi sulle nuove regole della privacy adottate dalla multinazionale statunitense e sui problemi che possono derivare dall'uso dei Google Glass.

Il Garante della privacy italiano, Antonello Soro, continua ad esprimere preoccupazioni rispetto alle procedure che Google applica ai suoi prodotti. Soro, a parte una nota del 6 giugno, non torna più a parlare dello scandalo PRISM sollevato da Edward Snowden, ma continua a concentrarsi sulle nuove regole della privacy adottate dalla multinazionale statunitense e sui problemi che possono derivare dall'uso dei Google Glass. Due giorni fa, il Garante della privacy italiano si accoda alle preoccupazioni espresse dalle Autorità di protezione dati di diversi Paesi riunite nel GPEN (Global Privacy Enforcement Network) in una lettera inviata direttamente a Larry Page, dove gli si chiedono delucidazioni su "quali informazioni raccoglie Google attraverso i 'Glass', i famosi occhiali a realtà aumentata? Con chi le condivide? Come intende utilizzarle? Come viene garantito il rispetto delle legislazioni sulla privacy? Come pensa Google di risolvere il problematico aspetto della raccolta di informazioni di persone che, a loro insaputa, vengono 'riprese' e 'registrate' tramite i Glass?".

Le autorità per la privacy, infatti, temono anche che i Google Glass possano essere uno strumento collegato a dei sistemi di "riconoscimento facciale" (e di identità, quindi), e per questo chiedono a Mountain View se è disponibile a mostrare e far provare il dispositivo a tutte le autorità che si occupano di protezione dei dati. Antonello Soro afferma come sia "indispensabile riuscire a promuovere a livello globale un uso etico delle nuove tecnologie", anche se dopo lo scandalo PRISM è difficile immaginare che tale morale possa partire da una multinazionale quando è il governo del Paese più influente al mondo a minare la privacy dei cittadini.

Il monitoraggio del Garante della privacy italiano comunque prosegue, e in una nota di oggi comunica che "l'azione intrapresa nei confronti di Google nell'aprile scorso con l'avvio di un'istruttoria per verificare il rispetto della normativa italiana delle nuove regole privacy adottate dalla società statunitense" continua. In particolare, l'autorità ha chiesto "a Mountain View maggiori e più puntuali dettagli su specifici aspetti delle modalità di trattamento dei dati degli utenti italiani: in particolare, riguardo all'informativa e al consenso all'uso dei dati, alla loro conservazione e al loro possibile incrocio, anche tra prodotti e servizi diversi", informando che "gli ulteriori elementi che verranno forniti da Google al Garante italiano saranno oggetto di valutazione per l'eventuale adozione dei provvedimenti ritenuti più opportuni, inclusi, qualora dovessero ricorrerne i presupposti, quelli a carattere prescrittivo o sanzionatorio".

Il Garante della privacy italiano riassume quindi che "il procedimento avviato dall'Autorità per la privacy francese ha confermato la violazione delle disposizioni in materia di protezione dati: a Google sono state date indicazioni sui principi da rispettare e sulle misure da adottare per rendere i trattamenti conformi alla normativa nazionale. Nei Paesi Bassi, l'Autorità si appresta a chiedere a Google di fornire chiarimenti, elementi e documenti, che una volta raccolti, confluiranno in un documento finale che potrebbe avere come esito anche l'eventuale irrogazione di sanzioni. Un'istruttoria è in corso anche nel Regno Unito, dove il Garante è in procinto di rendere noti a Google i risultati dell'analisi preliminare condotta. L'Autorità di protezione dati di Amburgo ha instaurato un procedimento nei confronti di Google che potrebbe dar luogo a un provvedimento a carattere prescrittivo che imponga alla società l'adozione di specifiche misure per conformare i trattamenti alle norme nazionali. Anche in Spagna l'istruttoria aperta nei confronti della società di Mountain View è in corso di svolgimento. L'Autorità di protezione dati spagnola ha notificato a Google la propria decisione di avviare una procedura a carattere sanzionatorio per violazione dei principî cardine della normativa nazionale".

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