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Gmail: video per il backup delle email. Meglio pensarci prima

Gmail cancella per sbaglio migliaia di email, ma poi le recupera e promette di mettere tutto in ordine. Intanto qualcosa andrà sicuramente perso, e magari era la vostra password per il conto cifrato in Svizzera. Ecco perché è meglio "pensarci prima" ad un backup di qualsiasi "nuvola".

C'è una canzone di Peter Gabriel che ha segnato una generazione, non tanto per la sua melodia, ma per il suo testo che ripeteva "D.I.Y. D.I.Y. D.I.Y.
do it yourself". Se vuoi fare una cosa fatta bene, fattela da te, "do it yourself" appunto (Armando Gallo docet) o almeno assicurati di averne il controllo.
E' da anni che il movimento per il "software libero" con Richard Stallman (Free Software Foundation - FSF) in testa ed altri hacker della conoscenza, invitano a diffidare dai sistemi "cloud", le "nuvole" di dati che, meno romanticamente, non sono altro che il riciclo moderno dei vecchi e "cattivi" mainframe che trasformeranno (e stanno trasformando) i PC (e i loro piccoli figli, sino ad arrivare ai tablet) in "terminali stupidi".
Il pericolo è che, insieme al terminale, anche chi sfiora o martella i tasti del terminale stia diventando progressivamente "stupido" (anche nel senso di Landru - data stellare 3156.2).
Il futuro è chiaro, "the path is clear" per citare sempre Gabriel (coi Genesis), e lo sarà se le moltitudini non si opporranno (quindi quasi nessuna speranza). Tutti i nostri dati (che ora stanno in dischi rigidi, dvd, cd, dat, musicassette - c64 e zx48 -, pennette e sd, ecc.) si "stiveranno" progressivamente nelle banche dati (le "nuvole") di qualche multinazionale tipo Google, Facebook, Yahoo, Twitter (o quella che preferite, magari IBM no?).
Consegnare la propria vita a qualcun altro (foto, testi, email, musica, insomma l'esistenza digitale) sarà fatale non solo perché la privacy non esisterà più (e gli agenti software scandaglieranno il prodotto della vostra psiche declinata nelle vostre "produzioni" e contatti) ma anche perché tutti questi dati possono essere oggetto di errore, e quindi di cancellazione. Stile "buco della memoria" di 1984.
Quindi una mattina ti risvegli e la tua ID, la tua preziosa "identità digitale", non esiste più, e tanti saluti.
E' successo in questi giorni a Gmail, il servizio email di Google, che avrebbe "distrutto" (ma poi recuperato tramite i "mainfraimissimi" backup su nastro) le caselle email di 35.000 suoi utenti. Succede di continuo nel "cloud", e senza così tanta pubblicità. E' una questione di entropia, di semplice palta elettronica.
E la storia, sempre così beffarda, sicuramente non ci risparmierà da qualche epocale "furto di dati" che magari, con una beffa in stile Finnegan's Wake, invierà tutto a tutti, in modo che la zizzania digitale si spargerà su tutta la terra. E le "nuvole" oscureranno il cielo.
Ma la soluzione qual'è, oggi come oggi? Ovviamente la "resistenza" culturale alle "nuvole", ovvero fare ciò che le nonne di una volta consigliavano (quelle odierne ballano Lady Gaga insieme alle nipoti, quindi non fanno molto testo, almeno in questo caso specifico), farsi una copia di tutto.
Fare il backup di Gmail è molto semplice e ci sono in sostanza tre vie. La prima è quella di utilizzare un servizio specializzato di "backup Gmail", la seconda è quella di "settare" Gmail per avere un accesso "pop3" (in modo da scaricare le email anche con il client di posta sul vostro hard disk), la terza è quella di portare su Hotmail (o dove è possibile) le email di Gmail.
Ovviamente ora si parla di Gmail, ma vale per qualsiasi servizio dove non si abbia il totale "controllo".
C'è un video sul backup di Gmail estremamente chiaro, dove si parla di queste "tre vie" e comprensibile (è in inglese) anche "guardando le figure". Lo pubblica CNET e si chiama "How to back up your Gmail account (video)" (http://is.gd/sMAAPW).
Dopo aver visto il video su come fare il backup di Gmail, si potrebbe anche ascoltare "Peter Gabriel - D.I.Y" (youtube.com/watch?v=mrIafy9-A6E) e quando dice "When things get so big, I don't trust them at all / You want some control, you've got to keep it small" farne tesoro.

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