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Garante privacy: istruttoria su Google su rispetto dati personali

Il Garante della privacy, assieme ai Garanti di altri 5 Paesi, ha aperto una istruttoria nei confronti di Google "per verificare il rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali" nell'ambito della disciplina UE. Google precisa: "la nostra privacy policy rispetta la legge europea".

"Le nuove regole sulla privacy decise da Google non sono adeguate a tutelare gli utenti europei" scrivevano il 16 ottobre 2012 i Garanti UE, spiegando che "la nuova 'privacy policy', adottata unilateralmente da Google, consente alla società di incrociare in via generalizzata i dati degli utenti che utilizzano qualsiasi servizio (da Gmail a YouTube a Google Maps solo per citarne alcuni)". Tra il marzo e l'ottobre 2012 il Gruppo che riunisce le Autorità della privacy dei 27 Paesi dell'UE ha, infatti, analizzato la privacy policy di Google per stabilire se fosse in linea con i requisiti fissati nella Direttiva europea sulla protezione dei dati (Direttiva 95/46/CE). Nell'ottobre scorso i Garanti UE, compreso quello dell'Italia, sottolineavano come infatti siano "numerosi i profili di criticità emersi dagli accertamenti" poiché "permangono alcune aree grigie". Nella nota del Garante della privacy italiano, si leggeva infatti che "Google usa i dati degli utenti raccogliendoli in maniera massiva e su larghissima scala, in alcuni casi senza il loro consenso, conservandoli a tempo indeterminato, non informando adeguatamente gli utenti su quali dati personali vengono usati e per quali scopi, e non consentendo quindi di capire quali informazioni siano trattate specificamente per il servizio di cui si sta usufruendo". Per questo, i Garanti UE raccomandavano "a Google di adottare rapidamente una serie di garanzie a tutela della privacy degli utenti" oltre che "di chiarire agli utenti, inoltre, le finalità e le modalità di combinazione dei dati tratti dai vari servizi forniti e mettere quindi a punto strumenti per consentire agli utenti un più stretto controllo sui propri dati personali".

I Garanti europei avevano chiesto a Google di adottare, entro 4 mesi, tutte quelle modifiche necessarie per assicurare la conformità dei trattamenti alle disposizioni vigenti. Dopo un incontro tenutosi il 19 marzo, Google, spiega il Grante della privacy, pur manifestando la propria disponibilità "non ha ancora adottato alcuna concreta iniziativa nel senso auspicato". Per questo motivo, il Garante per la privacy italiano ha "aperto un'istruttoria nei confronti di Google per verificare il rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali e, in particolare, la conformità dei trattamenti effettuati dalla società di Mountain View ai principi di pertinenza, necessità e non eccedenza dei dati trattati nonché agli obblighi riguardanti l'informativa agli utenti e l'acquisizione del loro consenso", specificando che "tale iniziativa è stata assunta nell'ambito di un'azione congiunta intrapresa dalla task force, appositamente costituita, composta dalle Autorità per la protezione dei dati di Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Spagna". Il Presidente Antonello Soro chiarisce quindi che "Google non può raccogliere e trattare i dati personali dei cittadini europei senza tenere conto del fatto che nell'Unione europea vigono norme precise a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini dell'UE". Da parte sua, un portavoce di Google ha specificato che la sua "normativa sulla privacy rispetta la legge europea" permettendo alla società di Mountain View "di creare servizi più semplici e più efficaci". "Siamo stati costantemente in contatto con le diverse Autorità garanti della privacy coinvolte nel corso di questa vicenda - conclude Google - e continueremo a esserlo in futuro".

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