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Chromebook Google: il ritorno del "terminale stupido". Before PC

Chromebook con Chrome OS è per Google semplicemente "Nient'altro che Internet". Ma per i vecchi hacker è il ritorno di un incubo: il "terminale stupido". E quel bestione del "mainframe" fa finta di essere leggero e di fa chiamare "cloud". Paradossalmente Chromebook porta il mondo prima dell'avvento del PC.

C'è un grande passato nel nostro futuro, avrebbe detto l'On. Giuseppe Tritoni (alias Ugo Tognazzi). E infatti il passato, pur con tutti i suoi "aggiornamenti" ma carico dei medesimi dubbi e pericoli, torna a fare capolino, anche nel "giovane" mondo dell'informatica. Ecco che la notizia di questi utlimi giorni è il lancio da parte di Google di Chromebook. Google Chromebook paradossalmente rappresenta concettualmente ciò che gli hacker della prima e seconda generazione avevano odiato con tutte le forze, cioè il "terminale stupido" (ovviamente in versione "moderna"). Questo terminale "connesso" per "funzionare" li aveva spinti a desiderare di costruire il Personal Computer, quella concezione dell'informatica personale che ha "sdoganato" questa scienza in ogni abitazione. Il "terminale stupido" (come si chiama informaticamente) era un terminale che viveva quando connesso ad un enorme "mainframe"; esso usato "senza connessione" al "cervellone" non poteva (né sapeva) fare niente (ecco perché era definito "stupido"). Gli hacker a cui dobbiamo (ricordiamolo sempre) l'"informatica personale" pensavano infatti che la "capacità di calcolo" dovesse essere libera dal "tempo macchina" (e dal suo realtivo costo) e che dovesse essere svincolata dai grossi "bestioni" che caratterizzavano gli anni "before PC". Gli hacker "storici" volevano una "macchina" tutta loro per essere liberi, cosa che un "autobus" non può certo garantire. Ma oggi sembra che ci sia poca voglia di libertà e di privacy, e anche l'idea di "autobus" sembra troppo impegnativa, meglio essere trascinati (meglio agganciati) da una lucida funivia "mainstream". In verità l'incubo del ritorno del "mainframe" si era ripresentato come un rigurgito di bit alla fine degli anni '90 con i "network computer" (marchio registrato della Oracle Corporation). In quel periodo dei piccoli "terminali stupidi" a basso costo senza disco rigido dovevano invadere il mondo ma l'immaturità del mercato e la lentezza della rete fermò l'invasione. Ma ora i tempi sono maturi ed ecco che Chromebook di Google minaccia di far diventare realtà il vecchio "incubo" degli hacker. Il concetto del rapporto "terminale stupido - mainframe" è sostanzialmente lo stesso, anche se il "terminale" in questione è un elegante "notebook" e il "mainframe" si chiama "cloud" (nuvola). Non a caso Google descrive Chromebook in questa maniera: "Nient'altro che Internet". E questo "Nient'altro che Internet" corrisponde alla descrizione di Mountain View: "I Chromebook sono progettati e ottimizzati per il Web, dove già trascorri la maggior parte del tuo tempo al computer. Con essi, puoi avere un'esperienza più veloce, più semplice e più sicura senza tutti i problemi dei computer tradizionali". Come dire, abbandona i computer tradizionali, perché avere una "vita di calcolo" propria? Perché avere una "proprietà" locale? Per quale motivo Steve Jobs, Bill Gates, Steve Wozniak e di tutti gli amici dell'Homebrew Computer Club avrebbero dovuto non amare il Landru (data stellare 3156.2) che viveva nel Mainframe? E la minaccia "cloud" si fa sempre più come quella dei Borg di Star Trek: "Ogni resisrenza è inutile, sarete assimilati".

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