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Chromebook Google: "funzionano meglio", anche per aziende e scuole

Il Chromebook sono "nient'altro che Internet" dice Google e offre la rivoluzione per tutte le organizzazioni che vogliono vivere "la cloud" (non la Claudia) in modo moderno e felice. Già "organizzazioni che vivono nella cloud" l'hanno provata, e chiaramente sono entusiaste. Ma 1984 è in agguato.

Google rischia di diventare una multinazionale di dimensioni fantascientifiche con abitudini e dettami propri di certa fantascienza degli anni '60 '70 del secolo scorso, che ne aveva descritto e ne prediceva i tic e le debolezze. In questi giorni Google lancia Chromebook, molto più di un netbook, molto più di un gioiellino leggero e portatile per essere "sempre connessi", tanto da rappresentare un vero e proprio "anti PC". Il Personal Computer (voluto dagli hacker come dichiarazione di indipendenza dai mainframe) è infatti la vittima predestinata del Chromebook che, come nei sogni più sfrenati di Larry Ellison, andrà in soffitta per essere allegramente sostituito dai "network pc", che ora, probabilmente si chiameranno "cloud computer". Ma in sostanza che cosa è un Chromebook? Google risponde con una laconica ed emblematica frase: "Nient'altro che Internet" e assicura che i Chromebook "funzionano meglio". Ovviamente anche per scuole ed aziende a cui il colosso di Mountain View tiene molto. Ma come convincere questi due "colossi" amministrativi con differenti esigenze a passare, baracca e burattini informatici, a questa nuova "piattaforma"? Google è sintetico ed evoca immagini che fanno venire l'orticaria a chi ha a che fare con un PC "tradizionale": "Arresti anomali, lunghi tempi di avvio, conflitti tra applicazioni, aggiornamenti infiniti, virus, problemi di sicurezza e hardware obsoleto sono tutti motivi di frustrazione per i responsabili dell'IT e gli utenti finali" - scrive Google sul sito dedicato a Chrome, e con un tono che sfiora le spire della tentazione rimarca: "tra l'altro la maggior parte degli utenti non desidera o non ha bisogno della complessità e delle seccature dei PC normalmente in uso". Google riporta anche testimonianze entusiaste di "Organizzazioni che vivono nella cloud" (http://is.gd/I0xgUE) dove "la cloud" sarebbe "la nuvola" (the nuvola?) cioè la particolare tecnologia che fa fare tutto al "server" e che ricorda in modo impressionante (e per alcuni anche in modo inquietante) il rapporto che c'era tra il "terminale stupido" e il "mainframe" dell'archeologia informatica ("Chromebook Google: il ritorno del 'terminale stupido'. Before PC" http://is.gd/vVZsUr). Attecchirà "la cloud" in Italia? Sicuramente se diventerà di moda possedere un Chromebook tutti lo vorranno e lo sfoggeranno, ma la concorrenza è dura in questo settore "tecno fashion". Soprattutto perché, tra le nuvole, è spesso il consumatore e non solo il server (almeno quanto "stupido" non è solo il terminale). Ma è anche vero che Google ha un potere immenso sulla vita digitale e forse, tra qualche anno, far "girare" un programma non appartenente (e non approvato) da una multinazionale, in un vecchio e "indipendente PC" sarà una cosa da carbonari. E forse qualcuno berrà il Gin della Vittoria al Caffè del Castagno.

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