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Carta Olimpica ma non in Francia: Google condannato e multato su privacy

Mentre ancora Google mostra in tutto il mondo il doodle arcobaleno che rimanda alla Carta Olimpica, in una nazione oggi 8 febbraio non è più visibile. In Francia, infatti, al posto del doodle e della frase estratta dalla Carta Olimpica, si legge il messaggio che informa i francesi della sentenza che condanna Google per violazione delle norme sulla privacy. Google è stato multato con 150mila euro ed a pubblicare la sentenza sulla home page del motore di ricerca per informare le persone che non sono in grado di esercitare i loro diritti.

Google ancora oggi (e non si sa per quanto tempo ancora) mostra sulla home page del suo motore di ricerca il doodle arcobaleno che rimanda alla Carta Olimpica. Il doodle sulla Carta Olimpica, che non celebra le Olimpiadi invernali di Sochi 2014 ma si schiera contro la legge che "punisce la propaganda gay davanti i minori" di Vladimir Putin, è stato pubblicato in tutto il mondo, ma in una nazione oggi 8 febbraio non è più visibile. In Francia, infatti, al posto del doodle sulla Carta Olimpica c'è una "comunicazione" ben più importante. Google infatti è stato condannato dalla francese Commission nationale de l'informatique et des libertés (CNIL) a pagare 150mila euro di multa per via della politica sulla privacy adottata dal polifemo di Mountain View il 1 marzo 2012. Da tale data, infatti, in tutto il mondo Google ha unificato in un'unica policies più di 60 servizi, tra cui Google Search, Youtube, Gmail, Picasa , Google Drive, Google Docs, Google Maps. La CNIL ha quindi evidenziato che a causa del numero dei servizi coinvolti, quasi tutti gli utenti internet francesi sono stati interessati da questo cambio di policies sulla privacy, senza potersi di fatto opporre. Il "G29", il gruppo europeo del CNIL, ha quindi aperto una discussione in merito a questa politica sulla privacy adottata da Google, giungendo alla conclusione che non era compatibile con il quadro giuridico europeo, inviando di conseguenza diverse raccomandazioni alla multinazionale americana di Mountain View. Google però non ha dato effettivo seguito alle raccomandazioni, e le autorità europee hanno aperto contro l'azienda un procedimento penale, ciascuno nel proprio territorio. In Francia, il 3 gennaio 2014, il CNIL ha emesso nei confronti di Google una multa di 150mila euro, condannando la multinazionale per il fatto che non è conforme alle diverse disposizioni della legge sulla "informatique et libertés" francese. La Commission nationale de l'informatique et des libertés ritiene infatti che sono dati personali quelli relativi agli utenti dei servizi di Google in Francia e trattati da Mountain View. Per il CNIL, Google non ha però sufficientemente informato i propri utenti circa le condizioni e le finalità del trattamento dei dati personali, tanto che questi non possono capire né le finalità della raccolta né come vengono trattati attraverso i vari servizi, ed inoltre non sono conservati come richiesto dalla legge. Di conseguenza, il CNIL sottolinea come gli utenti non siano in grado di esercitare i loro diritti, in particolare quelli di accesso ai dati, di opposizione o cancellazione. Infine, Google è stata condannata perché non rispetta i suoi obblighi di ottenere il consenso degli utenti prima di depositare cookie sui loro dispositivi. Inoltre, non prevede periodi di conservazione di tutti i dati trattati. Oltre alla pena di 150mila euro di ammenda, però, il CNIL ha condannato Google anche a pubblicare la sentenza entro 8 giorni dalla notifica della decisione. La Commission nationale de l'informatique et des libertés sottolinea che questa necessità di pubblicità e visibilità della sentenza si spiega con la dimensione dei dati raccolti nonché per la necessità di informare le persone che utilizzano Google che non sono in grado di esercitare i loro diritti. Ecco spiegato quindi perché su Google Francia, al posto del doodle e della frase estratta dalla Carta Olimpica, si legge il messaggio che informa i francesi della sentenza di condanna per violazione delle norme sulla privacy.

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