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Bungle Bungle: il motore di ricerca del Rubygate. Ma anche no

E' nato Bungle.it "il primo motore di ricerca che trova quello che altri vogliono nascondere", l'unione tra Bunga Bunga e Google per cercare e sfruculiare tra le intercettazioni con la "bellezza" di condividere su Facebook ogni singola frase. Ma non è WikiLeaks.

Grazie a Facebook un sito sta spopolando in queste ore: si chiama Bungle Bungle (Bungle.it). L'incrocio tra Bunga Bunga e Google diventa l'allusivo "Bungle" che in inglese, non si sa se per una coincidenza, significa "pasticcio" "lavoro mal fatto", non si sa se riferito all'affaire Berlusconi o al sito stesso, come potrebbe dire qualcuno.
Come si può intuire il nuovo sito è un "motore di ricerca" che "cerca" nelle intercettazioni (ma non si capisce bene in quali documenti) relativi, a quanto sembra, al Rubygate.
Il sito si presenta esattamente come il layout del motore di ricerca di Mountain View riprendendone i tratti distintivi compresi i "suggerimenti" e il "mi sento fortunato" (in questo caso "mi sento intercettato"), cosa di cui Google, come tutte le multinazionali, è estremamente gelosa e protettiva.
Si pensi alla perizia mista a "terrore" che i webmaster onesti hanno nell'utilizzare (con un copia e incolla di codice legittimo ed autorizzato) il campo di ricerca di Google sul proprio sito, senza dimenticarsi "una virgola", pena violazione delle policy del motore di Mountain View.
Sembra quasi che Google (compresa l'icona della URL, dove invece di "G" c'è "B") abbia fatto una sua versione per le "intercettazioni" sul Rubygate.
La somiglianza è talmente forte che nella home page di Bungle Bungle c'è il seguente link "Questo è Google?" e cliccando si ha la risposta: "Assolutamente No! BungleBungle è un motore di ricerca che si ispira alla grafica ed al layout di Google. La motivazione è la popolarità che questo layout ha acquisito negli anni. Dato che questo progetto ha come fondamento quello di aiutare l'utente ad accedere ad informazioni difficili da recuperare, pensiamo che trovare una interfaccia grafica già conosciuta sia un enorme vantaggio. BungleBungle non è assolutamente affiliato a Google".
Usarlo è molto semplice: basta digitare una parola ed ecco che sarà restituito un titolo e un pezzo di "intercettazione" senza però che sotto, al posto dell' "indirizzo internet", ci sia un riferimento preciso alla fonte, cioè al documento ufficiale delle intercettazioni (magari con uno screenshot), che comunque ricordiamo sono atti ufficiali di un'inchiesta, non mero gossip.
Comunque la si pensi, si parla di questioni serie che meritano riferimenti adeguati. Ecco perché fare WikiLeaks non è uno scherzo. Bungle Bungle, "il primo motore di ricerca che trova quello che altri vogliono nascondere" difatti, per uno che non ha "la carte" originali, è praticamente inservibile se non per "tirare fuori" delle frasi fuori dal contesto e che purtroppo non si sa a che cosa siano riferite.
Bungle Bungle quindi potrebbe sicuramente diventare un "servizio" interessante solamente se diventerà "più serio" e si staccherà anche dall'interfaccia di Mountain View. Per ora, purtroppo, il "servizio" è inservibile per qualsiasi fine se non per il divertimento che in alcune persone procura.
Intanto la popolarità di Bungle.it sta crescendo esponenzialmente e il creatore Marcello Barile dichiara a La Provincia di Como (http://is.gd/yr0FJb) "Bungle Bungle non ha partito, non ha colore; ma ha uno scopo ben preciso: rendere facilmente accessibili a tutti informazioni che altri cercano di nascondere, confutare, sminuire...". Sarà.

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