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Blekko: motore di ricerca a "slashtag". Il nuovo Google killer

Il nuovo Google Killer è Blekko, motore di ricerca a "slashtag", partecipato come Wikipedia, anti spam "a mano", con tre miliardi di pagine indicizzate contro il trilione di Google.

Ieri è nato un nuovo "Google killer", ovvero un motore di ricerca che si pone come alternativa al gigantesco indicizzatore di Mountain View.

Lo scontro è come sempre alla Davide contro Golia, e Blekko slashtag search (http://blekko.com), questo il nome del nuovo motore di ricerca, vuole usare come fionda lo slash (barra in italiano) per raffinare la ricerca.

In altre parole se cercate "Berlusconi" avrete la vostra pagina di risultati, ma siete invitati (dallo stesso Blekko) a digitare uno "slash", quindi a digitare ad esempio "Berlusconi / Ruby" per raffinare la ricerca su tutte la pagine che contengono la parola Berlusconi associata a Ruby Rubacuori.

Interessante anche cercare "Berlusconi / Bunga Bunga" oppure "Berlusconi / Santoro" o "Berlusconi / eroe" ed altri slash che vi vengono in mente (ad esempio per "par condicio" sotituite a Berlusconi "Bersani" con gli stessi "slash" e rifate le ricerche).

In realtà non c'è molto di nuovo visto che quello "slash" Google, in un certo senso, cerca di "crearlo" virtualmente dalla query che si digita, ma è un inizio ed è molto veloce.

Di certo il fatto di continuare a suggerire le query all'utente, sconfitta del "search" puro (e della comprensione del linguaggio naturale) diventa in "Blekko slashtag search" un punto di forza.

Gli "slashtag" difatti possono essere creati dagli utenti (come se fossero delle directory quindi, niente di nuovo sotto il server).

Blekko con le sue 3 miliardi di pagine Web nel proprio indice (Google ne ha più di un trilione) desidera quindi che, come in Wikipedia, gli utenti lavorino per segnalare spam e fare i revisori dei risultati.

Il rischio è sempre quello del monopolio della "casta degli editor" che si appropriano delle piattaforme "social" plasmandole a proprio uso e consumo. L'intelligenza artificiale applicata all'indicizzazione e alla "vista" dei risultati serviva proprio per fornire imparzialità al dato.

02/11/2010 | update: 02/11/2010
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