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Ada Lovelace o Linda Lovelace? Con Knowledge Graph addio Wikipedia

Ada Lovelace chi è? Non è forse la zia di Linda Lovelace? Prima di andare su Wikipedia una sorpresa: Google Knowledge Graph. In un istante il dubbio sul doodle di Google è tolto. E si può passare ad altro, perché Google sta diventando davvero un "editore automatico".

Il doodle di Google di oggi è dedicato alla prima "programmatrice della storia" anche se, rispetto ai computer che conosciamo oggi, il "calcolatore" che "usava" Ada Lovelace non era solo molto diverso "materialmente" ma, più che altro, era un "esperimento mentale". Inutile parlare della vita dell'affascinante Ada Lovelace in poche righe, bisognerebbe parlare di Charles Babbage, della sua macchina analitica, del suo sogno di alimentarla con la forza del vapore, delle schede perforate e di altre mille cose che presuppongono una solida cultura di base ed una conoscenza dei rudimenti di logica e di matematica (nonché di meccanica e di calcolo analitico). Come si diceva fino allo scorso doodle, per tutto il resto c'è Wikipedia. Wikipedia per un po' di tempo è stato il "bignami" delle migliaia di pagine su un argomento che offriva il web e che il lettore occasionale (come uno studente sfaticato o il "tuttologo da tastiera") non poteva e non voleva studiarsi per "comprendere" un argomento. Poi Wikipedia è diventata l'unico "luogo" del sapere su "internet", con l'estinzione delle "migliaia di pagine" (ormai frutto del disboscamento culturale del copia e incolla). Una grande responsabilità per l'"enciclopedia libera" di Jimbo Wales non solo per l'impossibilità che l'informazione sia esaustiva e completa su ogni argomento, ma anche per il fatto che la stessa Wikipedia "forma" migliaia di tesi, ricerche, articoli di giornali, saggi, romanzi, interpellanze parlamentari, eccetera eccetera. Wikipedia quindi "permea" la società, con un "pensiero enciclopedico unico" che farà sicuramente riflettere gli storici e i sociologi del futuro (che magari scriveranno anch'essi su Wikipedia ricalcando un loop asimoviano).

Ada Lovelace può essere un simbolo di questa tendenza. Sul web italiano (sempre più povero, malconcio, e business oriented) c'è talmente poco e niente su questa colonna dell'informatica che Google è stato "costretto", per tutto il giorno, a "fornire" risultati in lingua inglese nelle prime posizioni. Come spesso accade su biografie che non siano quelle di Justin Bieber o dei One Direction l'unica "fonte" rimasta è Wikipedia, insieme a centinaia di risultati spurii che "ribattono" l'informazione dell'enciclopedia libera, purtroppo, alla volte, già "rimasticazione" di altre fonti "rimasticate". Insomma, un disastro, culturalmente parlando. Ora però c'è una novità. Anche in Italia Google ha inserito a fianco della sua "lista" di risultati il Knowledge Graph, ovvero uno "specchietto" (per le allodole, come abbiamo già scritto) . Sulla prima pagina di Google, proprio sotto il campo di ricerca che "soggiace" al doodle di Ada Lovelace il polifemo di Mountain View comunica: "Novità! Risposte più veloci grazie al Knowledge Graph. Ora disponibile in italiano". Praticamente oggi, chi non sapeva chi fosse Ada Lovelace o chi credeva che Google avesse dedicato un doodle alla più popolare Linda (Linda Lovelace, cercatelo su Google, ha anche lei un Knowledge Graph), non ha avuto più bisogno di fare lo slalom tra i siti spammer, e cercare la pagina di Wikipedia. Ora il risultato, bello, pronto e a colpo d'occhio, c'è.

Per sapere che Ada Lovelace non è Linda Lovelace è bastato un secondo. Poi si è potuto passare ad altro. Addio quindi Wikipedia? Un colpo d'occhio troppo lento per il lettore di oggi? Certo è che una volta che Google, ad ogni schermata, scrive le "prime righe" di Wikipedia, "estrae" da altri data base "free" la nascita, la morte, nonché il parentado, cucendo il tutto con le "Ricerche correlate" e le foto d'ordinanza, ecco che la "frittata editoriale" perfetta per il lettore 2.0 è fatta. Ricordando che l'80% della popolazione italiana è analfabeta funzionale si presume che Wikipedia incomincerà col tempo ad accusare il colpo e a diminuire i suoi accessi. La mossa "semantica" di Knowledge Graph, per chi non l'avesse compreso, è la prima prova di Google per essere un "editore automatico". Perché il pensiero unico è più bello e veloce se fatto da Big G.

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