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Caso Giuseppe Uva, Manconi: evitare che il fascicolo resti in mani pm Abate

Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela dei diritti umani, afferma che "si deve evitare che il fascicolo" sul caso della morte di Giuseppe Uva "resti ancora nelle mani del pubblico ministero Agostino Abate che per sei anni l'ha tenuto fermo" ed "ha pervicacemente tutelato" gli otto tra carabinieri e agenti di polizia che hanno fermato nel 2008 l'operaio 43enne di Varese.

Dopo che il gip di Varese ha respinto la richiesta di archiviazione ed ordinato l'imputazione coatta per omicidio preterintenzionale e arresto illegale degli otto tra carabinieri e agenti di polizia indagati in relazione al caso di Giuseppe Uva, il presidente della Commissione straordinaria per la tutela dei diritti umani, il senatore del Partito Democratico Luigi Manconi, afferma: "Si deve evitare che il fascicolo resti ancora nelle mani del pubblico ministero Agostino Abate che per sei anni l'ha tenuto fermo". In una nota, Luigi Manconi sottolinea: "L'11 marzo scorso il Gip Giuseppe Battarino ha disposto l'imputazione coatta per una serie di reati, dall'omicidio preterintenzionale all'arresto illecito -nei confronti dei due carabinieri e dei sei poliziotti che trattennero Uva in caserma. Ora il pubblico ministero Agostino Abate ha dieci giorni di tempo per formulare le accuse. - aggiungendo - Si profila, di conseguenza, il rischio che sia lo stesso Abate a svolgere il ruolo di pm in aula nei confronti di coloro che, per sei lunghissimi anni, ha pervicacemente tutelato". Il senatore del PD ricorda poi che è "lo stesso Abate che, secondo la procura generale presso la Cassazione 'è venuto meno agli obblighi generali di imparzialità, di correttezza e di diligenza, ha violato le norme del procedimento che impongono al pubblico ministero di svolgere le indagini necessarie per l'accertamento dei fatti, in particolare in caso di morte di una persona' nonché agli 'obblighi procedurali che prescrivono indagini effettive, tempestive e diligenti' ". Luigi Manconi quindi aggiunge che le stese accuse sono state mosse ad Abate "anche dal ministero della Giustizia". Il presidente della Commissione straordinaria per la tutela dei diritti umani avverte poi che "a nulla sono valse le cinque richieste di avocazione presentate dai familiari alla procura generale presso la Corte di appello di Milano, sbrigativamente rigettate", sottolineando che è "la stessa che dovrà decidere sulla richiesta di avocazione" presentata il 4 marzo scorso dallo stesso senatore del PD. Luigi Manconi quindi si domanda: "Possiamo davvero consentire che l'unica opportunità rimasta per conoscere la verità sulla morte di Uva sia nuovamente demandata a chi, per tanto tempo ha ostinatamente fatto tutto il contrario di quello che avrebbe dovuto fare?".

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