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Caso Giuseppe Uva, Manconi (PD): il pm Abate finalmente allontanato da Varese

"Ci sono voluti sette lunghissimi anni, tanta fatica e moltissimo dolore prima che l'organo di autogoverno della magistratura finalmente, riconoscesse come l'infinita serie di abusi, illegalità, e soperchierie commesse dal dott. Agostino Abate", dal PD la posizione di Luigi Manconi sul caso di Giuseppe Uva.

"Ci sono voluti sette lunghissimi anni, tanta fatica e moltissimo dolore prima che l'organo di autogoverno della magistratura, finalmente, riconoscesse come l'infinita serie di abusi, illegalità, e soperchierie commesse dal dott. Agostino Abate non fosse più compatibile con la sua permanenza a Varese. C'è voluto tutto il coraggio e l'intelligenza di una donna inerme, Lucia Uva (sorella di Giuseppe Uva, ndr), sottoposta a vessazioni e umiliazioni per il solo fatto di chiedere la verità sulla morte del proprio fratello perché un atteggiamento ostile e a tratti addirittura volgare venisse infine censurato" sottolinea in una nota Luigi Manconi. Il senatore del PD ricorda inoltre: "Non è la prima volta, peraltro. Già qualche anno fa l'atto di incolpazione della Procura generale presso la Cassazione nei confronti del dott. Abate, dove si parlava di 'violazione dei diritti umani', avrebbe dovuto indurre quest'uomo intemerato a un passo indietro. Cosa che non è accaduta, anzi". L'esponente dem quindi conclude: "La Procura generale presso la Cassazione ebbe modo di visionare le registrazioni degli atti di escussione dei testimoni e delle persone informate dei fatti, a opera di quel pm, e si rese conto di quale scempio dei diritti e delle garanzie vi si fosse consumato. - aggiungendo - Mi auguro che questo provvedimento così tardivo e così necessario consenta, infine, al Tribunale di Varese di valutare con serenità la vicenda della morte di quell'uomo, trattenuto illegalmente per ore in una caserma dei Carabinieri nel lontano giugno del 2008."

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