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Tremonti: no disoccupazione di giovani immigrati. Italiani si adeguino

Giulio Tremonti afferma che non gli risulta che "ci sia disoccupazione tra i giovani immigrati" e sembra far capire che "i giovani italiani debbano adeguarsi" a quei lavori "a certe condizioni" che l'Italia offre.

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti rivela un dato finora sconosciuto, e che in teoria dovrebbe ribaltare la politica di immigrazione che sta perseguendo il governo. Tremonti, durante la conferenza stampa al termine del International Monetary and Financial Committee del Fondo Monetario Internazionale a Washington, invita i presenti a domandarsi se l'Italia "è un Paese in disoccupazione o in piena occupazione". Una domanda che ai più attenti osservatori sarà sembrata retorica, visto che nel bel Paese, dati alla mano, la disoccupazione giovanile raggiunge quasi il 30%. Ma il ministro dell'Economia afferma che invece non gli risulta che "ci sia disoccupazione tra i giovani immigrati", spiegando: "Da noi ci sono 4 milioni di immigrati che lavorano e non credo che siano dei nullafacenti" perché "è tutta gente che lavora tantissimo". Un discorso che sembra quasi senza senso, ma che forse si spiega quando, alla domanda se sia il caso di chiudere all'immigrazione o se i giovani italiani debbano adeguarsi, Tremonti risponde solamente con un "Escludo la prima ipotesi". In poche parole Giulio Tremonti sembra voler sottolineare che i giovani italiani debbano "adeguarsi" ai lavori che fanno i giovani immigrati perché, come dice il ministro, "l'Italia è un Paese che offre lavoro a certe condizioni a certe persone evidentemente non c'è domanda per questi tipi di lavoro da parte di altri". Tremonti si domanda anche "che lavori fanno gli immigrati" ma forse non si chiede quali siano queste "certe condizioni" di cui parla. Se infatti un immigrato lavora "da mattina a sera e anche di notte" come afferma, forse è perché 8 ore di lavoro, come da sindacato, non gli permettono di vivere. Senza tutele sindacali e controlli da parte dello Stato, poi, si è "costretti" a lavorare "da mattina a sera e anche di notte" e "a certe condizioni", senza contare che questo corrisponde di solito ad una enorme evasione fiscale e allo sfruttamento dei lavoratori.
Tremonti sembra dire quindi che i giovani italiani si dovrebbero adeguare a tali condizioni, tali lavori. Tralasciando il fatto che già molti giovani italiani sono stati costretti ad adeguarsi per poter arrivare alla fine del mese, forse il discorso che pare fare Tremonti dovrebbe essere ribaltato. Visto che l'Italia è (ancora) una Repubblica fondata sul lavoro, i giovani italiani dovrebbero avere diritto ad un lavoro dignitoso e quindi i giovani immigrati, molti dei quali laureati e specializzati, dovrebbero invece "adeguarsi" a quel lavoro che gli italiani dovrebbero avere a disposizione. Come da Costituzione.

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