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Tremonti: inserire nella Costituzione norma "blocca debito"

Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti piega che l'obiettivo primario dell'Italia, anche nei confronti di Bruxelles, è quello di "andare al pareggio" per "poi dal 2015 iniziare il processo di riduzione del debito" magari introducendo nella Costituzione una norma "blocca debito".

Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, nel corso di un'audizione alla commissione Bilancio della Camera, spiega che l'obiettivo primario dell'Italia, anche nei confronti di Bruxelles, è quello di "andare al pareggio" per "poi dal 2015 iniziare il processo di riduzione del debito". Tremonti spiega poi che il nostro Paese in Europa sta cercando di portare avanti nel "nuovo trattato" l'idea di considerare "parimenti debiti pubblici e finanza privata". "Abbiamo cercato di definire, non come interesse nazionale ma come posizione razionale la questione del debito - continua il Ministro dell'Economia - Prima era preso in considerazione solo il debito pubblico. Le cause della crisi non sono radicate sui debiti pubblici ma nella finanza privata. Su questo c'è stata un'enorme disattenzione sugli aggregati della finanza privata. Non vuol dire che i debiti pubblici siano poco rilevanti. Ma non puoi considerare solo questi".
Giulio Tremonti sottolinea di sapere che l'Italia ha "un grande debito pubblico", precisamente il "terzo debito pubblico del mondo", ma specifica che "la crisi non arriva dai debiti pubblici". "Dove c'è la crisi più drammatica i debiti pubblici sono più bassi" sostiene il Ministro. Per Tremonti, comunque, una soluzione e un aiuto per questa imminente lotta al debito pubblico, a partire in particolar modo dal 2015 dopo che si sarà raggiunto il tanto sospirato pareggio di bilancio, potrebbe essere quello di inserire nella Costituzione una norma "blocca debito" poiché "non basta rivedere l'articolo 81 (cioè l'obbligo della copertura finanziaria delle leggi di spesa, ndr) o interpretarlo in modo più rigoroso".

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