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Tremonti "confessa" ai vescovi: contro evasione stop segreto bancario

Giulio Tremonti si dice assolutamente contrario al condono fiscale, o edilizio, spiegando che ora è giunto il momento di combattere sul serio l'evasione fiscale, partendo a monte. E "confessa" al giornale dei vescovi che il segreto bancario è già un lontano ricordo.

Mentre Palazzo Chigi smentisce "l'ipotesi di condono" da introdurre nel decreto svilippo e Fabrizio Cicchitto invece spiega che come idea è plausibile se servirà per finanziare "un'operazione sulla crescita e l'abbattimento del debito", Giulio Tremonti afferma che il condono tombale "vorrebbe dire frenare sul nascere il progetto di contrasto all'evasione fiscale, sarebbe un togliere forza al nostro vero obiettivo", come spiega in una intervista rilasciata all'Avvenire, a firma di Arturo Celletti (http://is.gd/yMtRQE). Il condono, alla fine, sottolinea sempre il ministro dell'Economia, potrebbe addirittura arrivare a creare un "maggior deficit" perché, evidenzia Tremonti, minaccerebbe l'afflusso delle entrate derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, che nel 2010 avrebbe portato nelle casse dello Stato 25 miliardi di euro. "Più recuperiamo risorse dalla lotta all'evasione, più avremo spazi per ridurre le imposte" promette il ministro, ma sostiene che ora bisognerebbe oltrepassare la mera "repressione", "tanto dall'Agenzia delle Entrate, quanto dalla Guardia di Finanza", per cominciare a "scommettere sulla prevenzione". A Tremonti non bastano più i "tavoli a tre gambe" (http://is.gd/5qHWdE), per combattere l'evasione fiscale serve uno che si poggia su quattro, anticipando che nel prossimo futuro bisognerà usare "di più le banche e i Comuni". I Comuni per "il controllo del territorio" mentre le banche per utilizzare "i dati degli istituti di credito e di ridurre davvero il segreto bancario". Al giornale dei vescovi Giulio Tremonti "confessa" infatti che è già stato stabilito che il segreto bancario "scompare sul serio", spiegando che in realtà, anche se nessuno "se n'è ancora accorto, nessuno l'ha notato, nessuno l'ha sottolineato con la giusta rilevanza", ciò è stato introdotto nel "decreto legge del 13 agosto" (cioè la manovra bis), spiegando che la nuova norma permetterà all'Agenzia delle Entrate di chiedere alla banche ogni informazione che riterrà necessaria, le quali "verranno incrociate con le dichiarazioni fiscali" e se i due dati non corrisponderanno "scatteranno i controlli propedeutici all'individuazione dell'eventuale evasione". "Per vedere se i dati bancari da cui si parte coincidono a valle con le dichiarazioni presentate - aggiunge il ministro dell'Economia - Se no, c'è la rettifica automatica". Quella che per qualcuno potrebbe essere vista come "intrusione" fiscale, come suggerisce anche l'autore dell'articolo, per Tremonti è invece una "scelta profondamente morale e politica" e soprattutto "non rinviabile", promettendo però che "nessuno ha in mente traumatiche azioni di polizia tributaria". Ma sarà solo il tempo a dimostrarlo.

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