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Tremonti: Spagna meglio di Italia perché si vota? Dicevo così per dire

Lo spread del debito spagnolo è inferiore a quello italiano? Potrebbe dipendere dal fatto che Zapatero ha indetto nuove elezioni, afferma Tremonti. Di conseguenza, si ipotizza, anche la crisi italiana potrebbe essere meglio gestita se si andasse al voto. Ma il ministro spiega che "diceva così per dire".

Giulio Tremonti, al termine dell'Ecofin a Lussemburgo, parlando con i giornalisti spiega che probabilmente il fatto che lo spread del debito spagnolo sia inferiore rispetto a quello italiano "dipende anche dall'annuncio di nuove elezioni, che di per sé è una prospettiva di cambiamento e quindi un'apertura al futuro". Una sola frase che ha oscurato tutto il resto del discorso, anche perché in questo momento in Italia la discussione se andare o meno ad elezioni anticipate monopolizza la politica italiana. Le parole di Tremonti hanno quindi alimentato anche quel gossip che vorrebbe il ministro dell'Economia in "contrapposizione" con la maggioranza che sostiene Berlusconi e questo governo. Giulio Tremonti, resosi immeditamente conto della "gaffe" (chissà se voluta o meno) precisa quindi in un secondo momento che era a Lussemburgo e non stava "parlando di politica interna italiana" spiegando che "ogni Paese ha la sua particolare situazione. L'Italia ha appena fatto il pareggio di bilancio e sta facendo la legge di stabilità" e che perciò "ogni riferimento alla politica interna italiana è di conseguenza totalmente infondato e strumentale". "Dicevo così per dire" ammette infine Tremonti, anche se qualcuno potrebbe riflettere sul fatto che forse un ministro dell'Economia, oltretutto in ambito internazionale, dovrebbe ponderare meglio certe dichiarazioni. Altri invece probabilmente pensano che Tremonti lo abbia fatto ragionandoci fin troppo bene. Giulio Tremonti, sempre nel corso dello stesso intervento, assicura poi che "con il pareggio di bilancio noi abbiamo la tenuta dei conti pubblici anche in assenza di crescita", sottolineando che "questo governo ha fatto le cose giuste nel tempo giusto". Il ministro ci tiene poi a ricordare come l'Italia "è tra i pochissimi Paesi al mondo che ha un avanzo primario", evidenziando come questo "cresca" tanto da essere "il doppio della Germania", stando a tabelle dell'FMI. L'avanzo primario del bilancio statale sarebbe la differenza fra la spesa pubblica e le entrate tributarie e extra-tributarie, la cui somma rimane disponibile per pagare gli interessi sul debito pubblico (e quindi teoricmente per ridurlo). Ma Giulio Tremonti insiste anche sugli eurobond, cavallo di battaglia del ministro da qualche tempo a questa parte, rassicurando che anche se, con la loro introduzione, sarà necessaria una maggiore governance a livello europeo, questa si tradurrà solamente in "maggiore disciplina" e "maggiori controlli". "Non puoi avere la domanda basata solo sui consumi o sull'export, ma questa va compensata anche con la terza gamba pubblica che è l'eurobond" insiste Tremonti, concludendo che la giusta equazione è "sopra più governance, sotto più eurobond". Anche se a questo punto qualcuno avrà magari cominciato a guardarsi pure dietro le spalle.

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