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Tremonti: Europa è epicentro della crisi. Serve maggiore governance

Giulio Tremonti assicura che il governo ha "messo il bilancio italiano in assoluta sicurezza" ma che è in grado di reggere solo se non stimolato da "shock esterni", spiegando che per superare la crisi servirà una "maggiore governance" a livello europeo.

Giulio Tremonti, al termine dei lavori dell'FMI, assicura che il governo ha "messo il bilancio italiano in assoluta sicurezza", anche se qualcuno probabilmente non si sarà risparmiato in gesti apotropaici, visto che le manovre correttive varate nell'arco di due mesi costeranno caro, nel senso letterale del termine, alla maggioranza degli italiani. Manovre che a quanto pare continuano però a scontentare i più, non solo nell'opposizione e tra le parti sociali, ma anche all'interno della stessa maggioranza. Emma Marcegaglia, per esempio, continua a lanciare "ultimatum" al governo, affermando chiaramente che servono nuove e urgenti misure per la crescita, anche se "impopolari", anticipando la presentazione di un documento dove vengono indicati i 5 punti per "salvare l'Italia" (http://is.gd/j1lXX3). E se il governo, finora, è sembrato restio ad ascoltare i "suggerimenti" di Confindustria, potrebbe non esserlo il ministro dell'Economia, che il gossip politico vorrebbe in rotta con buona parte della maggioranza. Tremonti rivela infatti che nonostante il nostro bilancio sia "talmente solido" questo riuscirebbe a stare "in piedi da solo" solo se non ci fossero "shock esterni". Che però puntalmente tornano a scuotere l'Italia e i mercati. "La crisi, infatti, continua - ammette Giulio Tremonti - e l'Europa è l'epicentro", spiegando che per uscirne "non bisogna fare l'errore di metodo e di strategia di affrontare la situazione con mezzi ordinari" perché invece "servono strumenti straordinari". "Anzi - aggiunge e precisa il ministro dell'Economia - prima si adottano mezzi straordinari meglio è". In cosa consistino questa straordinarietà di mezzi non è ancora chiaro, anche se in questi ultimi giorni da più parti si è evocata una riduzione del Welfare per attuare quella crescita necessaria per attuare il pareggio del bilancio entro il 2013. Ma necessari saranno, insiste qualcuno, ulteriori tagli alla spesa pubblica, le privatizzazioni, una vera riforma delle pensioni oltre che quella fiscale. E a ben vedere sono i punti su cui vorrebbe battere la Marcegaglia. Questo naturalmente in ambito nazionale. Perché ormai da destra come da sinistra, si fa sempre più insistente la richiesta di voler cedere una parte di sovranità ad una "sovrastruttura" europea. Anche Tremonti spiega infatti che il superamento della crisi "potrà solo passare da una maggiore integrazione politica ed economica, da una maggiore governance", tanto che anche "gli eurobond, una parola terribile e impronunciabile fino a poco tempo fa" adesso sono "sulla bocca di tutti". E, come aveva chiarito Olli Rehn (commissario UE agli Affari economici) a fine agosto (http://is.gd/JZVeVi), gli "eurobond, in qualunque forma venissero introdotti, dovrebbero essere accompagnati da una sorveglianza fiscale e un coordinamento di politiche sostanzialmente rafforzati come controparte essenziale, al fine di evitare azzardi morali e garantire finanze pubbliche sostenibili" e quindi questo "questo comporterebbe conseguenze inevitabili per la sovranità fiscale".

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