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Milanese: Camera respinge arresto. Berlusconi: per "solo 7 voti?"

La Camera respinge la richiesta di arresto di Marco Milanese, ex braccio destro del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che non era presente in Aula. Ma lo scarto dei voti è stato residuo, tanto che dopo lo scrutinio segreto Berlusconi avrebbe detto ""solo 7 voti?" di differenza?

La Camera ha negato l'autorizzazione all'arresto di Marco Milanese, indagato dai pm di Napoli con le accuse di associazione per delinquere, corruzione e rivelazione di segreto d'ufficio, ex braccio destro del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che non era presente in aula e per questo tacciato di "atteggiamento non responsabile", come sottolinea Fabrizio Cicchitto. Daniela Santanchè è ancora più dura, definendo "umanamente vergognosa" l'assenza i Tremonti, ufficialmente impegnato in una riunione del Fondo monetario internazionale a Washington, aggiungendo: "Noi oggi ci abbiamo messo la faccia in nome del garantismo e in difesa delle prerogative dei parlamentari. Non aver visto la sua è ingiustificabile". Lo scarto dei voti per l'arresto o meno di Milanese è stato infatti infatti risicato: a votare contro 312 deputati mentre quelli a favore sono stati 306. Si conterebbero 7 franchi tiratori visto che deputati dell'opposizione presenti erano 299. Per l'arresto hanno votato PD, IdV, Udc e Api, mentre contro Pdl e Lega Nord, che ha dimostrato di essere un "alleato leale", come afferma Umberto Bossi dopo la votazione. Dario Franceschini, capogruppo PD, pensa invece che la Lega abbia avuto "qualcosa in cambio" perché, afferma, "i guerrieri padani, quando il padrone fischia, corrono scodinzolando". Il Carroccio sostiene invece che intorno a Milanese ci sarebbe "fumus persecutionis" spiegando che d'altronde "il processo andrà avanti e una sentenza stabilità se Milanese sia o meno colpevole". Per Maurizio Paniz (Pdl), invece, "non tocca alla magistratura far cadere un governo". La pensa diversamente Ettore Rosato del PD che durante la dichiarazione di voto afferma che "Milanese non è un perseguitato politico, e se non era parlamentare stava già in carcere" mentre per Leoluca Orlando dell'IdV "la maggioranza, con l'apporto determinante della Lega" avrebbe "utilizzatoun'eversiva manipolazione del Parlamento per stravolgere il regolare funzionamento degli altri poteri e il corso della giustizia. Siamo tornati al 1992, quando si sommarono il sistema di corruzione e quello della difesa della Casta e sembrò che potesse cadere la prima Repubblica - concludendo - Quei vizi di corruzione e di casta oggi sono più forti che mai e assumono il volto di Berlusconi e dei suoi complici". Per il governo, comunque, il dato importante è la tenuta della maggioranza ma, come avrebbe detto Silvio Berlusconi a Ignazio La Russa subito dopo i risultati dello scrutinio segreto, per "solo sette voti" (il tabellone di Montecitorio infatti ha segnato 305 voti, ma il vicesegretario del PD Enrico Letta ha poi spiegato di aver votato nonostante non sia stato registrato).

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