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Giulio Tremonti e Giovanni Paolo II. Derivati? "Forme demoniache"

Giulio Tremonti affina le metafore per spiegare il libero mercato alla luce della beatificazione di Giovanni Paolo II e della presentazione del libro di Andrea Riccardi su Papa Wojtyla. Dismessi i "tre mostri" ora arrivano "le forme demoniache" del mercato e della finanza.

Giulio Tremonti alla presentazione della biografia-saggio scritta da Andrea Riccardi sulla vita di Giovanni Paolo II, che si è tenuta venerdì 29 aprile alla Fondazione Cariplo a Milano, ha preso spunto da una celebre frase sul libero mercato del pontefice beato il primo Maggio. Papa Wojtyla infatti aveva avuto modo di dire che "il mercato va regolato" e il Ministro dell'Economia Tremonti si trova sostanzialmente d'accordo con il pensiero del Pontefice polacco. Giulio Tremonti ha preso spunto dall'atmosfera "religiosa" della presentazione per delle metafore che tirano in ballo le "forme demoniache" della finanza, soprattutto sotto forma dei famigerati "derivati". Tremonti difatti afferma che "il mercato non è il demonio" ma riconosce che "il mercato ha trovato il modo di manifestarsi in alcune forme demoniache come la finanza deviata, la finanza derivata". Si allontana quindi la metafora del "videogioco" e dei "tre mostri" cara a Tremonti, in favore di atmosfere più sulfuree e di maggior impatto spirituale. Non a caso Tremonti ha sottolineato che, quando Giovanni Paolo II era un giovane Pontefice, "il mondo credo fosse più povero di cose e molto più pieno di ideologie" e aggiunge che "oggi è molto più pieno di cose, ma vuoto di idee" soffermandosi sul fatto che sia il "pieno" di ieri che il "vuoto" di oggi fanno egualmente paura. D'altronde il

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