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Ddl stabilità: da mobilità statali in esubero alla burocrazia zero

Nessuna emendamento al maxiemendamento del ddl stabilità, perché "i tempi stringono drammaticamente" come sottolinea Pier Luigi Bersani. Nessuna opposizione, quindi, alla mobilità per gli statali in esubero come all'introduzione dell' "interesse strategico nazionale" nelle aree della TAV.

Maggioranza e opposizione più compatta che mai. Il maxiemendamento al ddl stabilità sarà approvato in tempi rapidissimi, forse già sabato. Sono i mercati che ce lo chiedono, si sente ripetere da destra come da sinistra, è un gesto di responsabilità, chiosano altri. E infatti non verrà presentato nessun emendamento al testo di legge, che quindi sarà varato in tutti quei punti anticipati dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. I provvedimenti vanno dall'aumento dell'accise sulla benzina all'aumento dell'età pensionabile; alla riforma degli ordini professinali alla mobilità degli statali. Un primo passo, osserva già qualcuno, per arrivare a quel tipo di riforme che la Grecia sta già adottando da diversi mesi, e questo senza alcun tipo di opposizione, come forse potrebbe pensare qualche altro. Il Parlamento tutto unito nell'interesse nazionale, anche se alcune leggi che stanno per essere approvate non sembrano rispecchiare tale intenzione, a detta di alcuni osservatori. Il fatto, per esempio, che sia introdotta la "mobilità per gli statali in esubero" non pare rassicurare infatti gli animi. "Per coloro che non vengono ricollocati - riporta IGN Adnkronos - ci sarà un'indennità pari all'80% dello stipendio e dell'indennità integrativa speciale con esclusione per qualsiasi altro emolumento retributivo per la durata 'massima' di due anni. Dopo, evidentemente, scatta il licenziamento". Dal 2026, inoltre, tutti andranno in pensione minimo a 67 anni, mentre verranno cessati i "contributi per i primi tre anni di contratto di apprendistato per i datori di lavoro che occupano fino a nove addetti" e aumenterà "dell'1% l'aliquota dei contributi per i co.co.co". Le accise su benzina e gasolio aumenteranno, contribuendo quindi a far salire il loro prezzo già vertiginoso, mentre saranno ridotti i contributi all'editoria, probabilmente in maniera indiscriminata, penserà forse già qualcuno, e in tal caso a rimetterci maggiormente potrebbero essere i piccoli editori (più difficilmente le grosse major). Poi, elenca Tremonti, ci sarà una "cessione degli immobili e dei terreni agricoli" i cui proventi saranno destinati alla riduzione del debito pubblico, l'introduzione del bonus fiscale per i benzinai, un contratto di inserimento per quelle donne che vivono in territori dove è più accentuata la differenza di genere nel tasso di disoccupazione, un accesso semplificato per accedere al part-time e un "potere sostitutivo" del governo nel caso in cui gli enti locali non effettueranno le liberalizzazioni dei servizi pubblici locali. Infine, ma non in ordine di importanza, nel ddl stabilità viene sancito che entro 12 mesi ci dovrà essere una riforma degli ordini professionali e la fine delle tariffe minime. Nel maxiemendamento verrà inoltre approvato un esperimento, valido per tutto il 2013, di "burocrazia zero" in tutto il territorio nazionale. "Dulcis in fundo" una norma che stabilisce come "Le aree interessate alla realizzazione della Torino-Lione" saranno "di interesse strategico nazionale. Chi vi si introduce sarà punito a norma dell'articolo 682 del codice penale: arresto da tre mesi ad un anno e ammenda". Per la "gioia", probabilmente, del popolo dei NO TAV. E tutto questo sarà approvato con quella "disponibilità totale dei parlamentari per essere pronti in ogni momento, festivi inclusi, a votare", come annuncia Pier Luigi Bersani.

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