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Regeni, Egitto: richieste italiane incostituzionali. Come torture e sparizioni forzate

La Commissione parlamentare egiziana sul caso Giulio Regeni conferma che le richieste italiane sono incostituzionali. L'Egitto quindi non invierà al'Italia i tabulati telefonici, le immagini di alcune telecamere a circuito chiuso e tre persone sospettate di avere un ruolo nell'omicidio di Giulio Regeni.

La Commissione parlamentare egiziana sul caso Giulio Regeni , che riunito quelle degli affari esteri, dei diritti umani, della difesa, ha confermato il rifiuto a condividere una parte del materiale dell'inchiesta con gli inquirenti italiani. Lo riferisce il deputato Tarek al Kholi, segretario della Commissione Affari esteri egiziana.
Le autorità italiane chiedono l'invio dei tabulati telefonici (anche se c'è chi sostiene che l'Italia vorrebbe i due milioni di "contenuti" delle chiamate effettuate nella zona di Dokki e di Mohandessin nel periodo del sequestro di Giulio Regeni), dell'estradizione di tre persone e dell'acquisizione delle immagini di alcune telecamere a circuito chiuso. L'Egitto ribadisce però che le richieste italiane "sono in contrasto con la Costituzione". Come dovrebbero esserlo però anche i rapimenti, le torture e le sparizioni forzate (fino a 4 al giorno) da parte dell'Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa), denunciate da Amnesty International che non sembra avere dubbi sul ruolo svolto dal governo egiziano nell'omicidio di Giulio Regeni.

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