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Omicidio Giulio Regeni: due arresti. Morte non legata al terrorismo

Sarebbero state arrestate due persone sospettate dell'omicidio dello studente italiano Giulio Regeni. Non è ancora chiaro se i due arrestati sono egiziani o stranieri. "Le agenzie di sicurezza hanno raccolto indizi importanti sul caso, i quali dimostrano che si è trattato di un atto criminale non collegato al terrorismo" assicurano le fonti.

Sarebbero state arrestate due persone sospettate dell'omicidio dello studente italiano Giulio Regeni. Non è ancora chiaro se i due arrestati sono egiziani o stranieri. "Le agenzie di sicurezza hanno raccolto indizi importanti sul caso, i quali dimostrano che si è trattato di un atto criminale non collegato al terrorismo" assicurano le fonti che hanno anticipato i due arresti. Rimane però il giallo della morte del 28enne originario di Fiumicello (Udine), torturato prima di "morire lentamente". Alcune fonti ipotizzano infatti che dietro all'omicidio possano esserci apparati dello Stato egiziano. Giulio Regeni collaborava anche con Il Manifesto che pubblica oggi, venerdì 5 febbraio, l'ultimo articolo inviato da Il Cairo che racconta dell'incontro presso il Centro Servizi per i Lavoratori e i Sindacati (Ctuws) di diverse sigle del sindacalismo indipendente egiziano: "Al-Sisi ha ottenuto il controllo del parlamento con il più alto numero di poliziotti e militari della storia del Paese mentre l'Egitto è in coda a tutta le classifiche mondiali per rispetto della libertà di stampa. Eppure i sindacati indipendenti non demordono" scriveva Regeni, che chiese di essere pubblicato sotto pseudonimo, probabilmente temendo per la sua incolumità.

Questo pomeriggio intanto è arrivato in Egitto un gruppo di investigatori italiani che seguirà con le autorità egiziane le indagini sulla morte di Giulio Regeni. Il primo passo sarà quello di esaminare il cadavere del giovane, per poi ricostruire le ultime ore di vita dello studente di Cambridge. Già nella giornata di domani, 6 febbraio, la salma di Giulio Regeni potrebbe giungere a Roma, e lì sarà disposta una nuova autopsia. Sull'aereo ci saranno anche i genitori del ricercatore. "Abbiamo un solo obiettivo: la verità. Spero che l'alleanza con l'Egitto, i nostri consolidati buoni rapporti, siano il fluidificante verso la verità. Noi lavoriamo solo per questo" assicura il ministro dell'Interno Angelino Alfano.

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