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Giulio Regeni "venduto" ai servizi segreti egiziani per una vendetta di soldi?

Giulio Regeni potrebbe essere stato "venduto" ai servizi segreti dell'Egitto, l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza, dal capo del sindacato degli ambulanti egiziani. E' quanto ipotizza Hoda Kamel, dell'Egyptian Center for Economic and Social Rights.

Giulio Regeni potrebbe essere stato "venduto" ai servizi segreti dell'Egitto, l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza. E' quanto ipotizza Hoda Kamel, dell'Egyptian Center for Economic and Social Rights, la donna che stava aiutando Giulio Regeni nelle sue ricerche sui sindacati. In una intervista a La Repubblica, Hoda Kamel afferma infatti che Mohamed Abdallah, a capo del sindacato degli ambulanti egiziani, "potrebbe essere un 'agente' della Polizia" e che per "vendetta" potrebbe aver consegnato Giulio Regeni ai servizi. Regeni stava lavorando su un progetto di ricerca da 10mila sterline inglesi ma parte di questi soldi sarebbero serviti per finanziare proprio il sindacato degli ambulanti. "Aiutare gli ambulanti era un obiettivo di Giulio" spiega Hoda Kamel, raccontando che Regeni non aveva mai pensato di "rinunciare alla ricerca e quindi al finanziamento" ed invece aveva smesso di parlare con Mohamed Abdallah. "Mi disse che Abdallah sosteneva di avere problemi finanziari ma non al punto da averne paura" precisa Hoda Kamel, spiegando che siccome "la legge egiziana vieta donazioni dirette ai sindacati" Giulio Regeni stava pensato "a un modo alternativo per fare andare in porto il progetto". Il brutale omicidio di Giulio Regeni potrebbe quindi avere come movente una vendetta personale. Ancora non si spiega però perché i servizi segreti egiziani hanno rischiato di aprire un caso diplomatico con l'Italia solo per "punire" un ricercatore.

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