le notizie che fanno testo, dal 2010

Giulio Regeni arrestato da polizia e passato a servizi segreti: fonti Reuters

Giulio Regeni è stato arrestato dalla polizia egiziana e poi trasferito in un compound gestito dalla Homeland Security, i servizi segreti del ministero degli Interni dell'Egitto. Rimane però ancora da chiarire a chi interessava incrinare i rapporti tra l'Italia e l'Egitto?

Giulio Regeni è stato arrestato dalla polizia egiziana e poi trasferito in un compound gestito dalla Homeland Security, i servizi segreti del ministero degli Interni dell'Egitto. Ad affermarlo è la Reuters che cita alcune su fonti. Da ricordare che la Homeland Security è la ex State Security Investigations Service (Amn al-Dawla), ed ha cambiato nome sotto il generale Abd al-Fattah al-Sisi. Un particolare importante se si considera che l'italiana Hacking Team avrebbe venduto il sistema di sorveglianza Galileo Remote Control System (Rcs) proprio alla Homeland Security. Non meno importante il fatto che proprio vicino alla sede della Homeland Security è stato recuperato il corpo barbaramente torturato di Giulio Regeni.

Giulio Regeni, ricercatore italiano 28enne, è scomparso da Il Cairo il 25 gennaio mentre il suo cadavere è stato ritrovato solo il 3 febbraio su una strada fuori dalla capitale egiziana che porta ad Alessandria. Finora l'Egitto, al-Sisi in primis, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento dei loro servizi segreti nel rapimento e nella uccisione di Giulio Regeni. Le fonti della Reuters però raccontano tutta un'altra storia. Fin da subito è apparso evidente il tentativo di depistaggio da parte delle autorità egiziane che indagavano sul caso Regeni. Inizialmente la polizia ha suggerito che Giulio Regeni era stato vittima di un incidente d'auto mentre poche settimane fa l'Egitto ha sostenuto che ad uccidere il ricercatore sarebbe stata una banda criminale composta da 5 persone che fingevano di essere dei poliziotti. I componenti di questa banda sono stati tutti uccisi in un blitz ma i loro familiari hanno sempre sostenuto l'estraneità dei loro cari in merito alla vicenda Regeni.

La Reuters svela invece che tre funzionari dei servizi segreti egiziani e tre fonti della polizia hanno riferito all'agenzia di stampa, in modo indipendente, che la polizia per un certo lasso di tempo ha avuto in custodia Giulio Regeni. Le fonti della Reuters spiegano che Regeni è stato arrestato il 25 gennaio da dei poliziotti in borghese nei pressi della stazione della metropolitana Gamal Abdel Nasser a Il Cairo. Sembra che quello stesso giorno sia stato preso dalla polizia anche un uomo egiziano, anche se non è ancora chiaro se esiste un possibile collegamento con Regeni. Le fonti affermano comunque che sia Giulio Regeni che questo secondo uomo non sono stati arrestati dopo un periodo di spionaggio ma in base ad un normale controllo. Il 25 gennaio a Il Cairo le misure di sicurezza erano rafforzate perché cadeva l'anniversario della Primavera araba che ha portato al rovesciamento del presidente egiziano Hosni Mubarak.

Una fonte dei servizi segreti egiziani ha quindi precisato che sia Giulio Regeni che questo secondo uomo furono portati presso la centrale di polizia di Izbakiya a Il Cairo con "un minibus bianco con targa della polizia". Interpellata la polizia egiziana ha negato di aver avuto mai in custodia Regeni, spiegando che se avessero mai avuto qualche sospetto sul ricercatore si sarebbero limitati ad espellerlo dal Paese. Anche le tre fonti della polizia (una in un secondo momento ha smentito tale informazione) hanno però confermato che Regeni era stato trasferito alla stazione di Izbakiya, dove però è rimasto ben poco.

Stando alle informazioni della Reuters, infatti, Giulio Regeni è stato trattenuto dalla polizia per appena 30 minuti prima di essere trasferito a Lazoughli, un compound della Homeland Security. Nessuna delle 6 fonti ha però saputo (o voluto) spiegare perché i servizi segreti hanno trattenuto Regeni. Non si conosce invece la sorte del secondo uomo catturato dalla polizia quel 25 gennaio a Il Cairo.

La ricerca che Giulio Regeni stava portando avanti prima di morire riguardava i sindacati in Egitto e in particolare i venditori ambulanti. Il movimento sindacale è visto come l'origine della rivolta del 2011 e in Egitto rimane l'ultima voce di forte di dissenso contro il generale al-Sisi. Tra gli ambulanti si celano però molti informatori della polizia egiziana e Hoda Kamel, dell'Egyptian Center for Economic and Social Rights, sospetta che Giulio Regeni possa essere stato "venduto" da uno di loro.

Alla Reuters la Homeland Security ha ammesso che "ogni straniero che fa questo tipo di ricerche è spiato dai servizi di sicurezza. - precisando però - Questo non significa che noi lo sospettiamo. Questo è il nostro lavoro". Se sono stati davvero i servizi segreti a torturare ed uccidere Giulio Regeni rimane però ancora da chiarire perché è stato fatto ritrovare il suo corpo. Non era difficile infatti immaginare che un omicidio così barbaro avrebbe suscitato forte indignazione: a chi interessava quindi incrinare i rapporti tra l'Italia e l'Egitto?

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: