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Giulio Regeni: Egitto non scarta l'idea che era una spia

Si torna ad ipotizzare il fatto che Giulio Regeni fosse una spia o un collaboratore dei servizi segreti, non necessariamente italiani. A Farlo questa volta è il vicepresidente della Camera dei rappresentanti de Il Cairo, Soliman Wahdan, che spiega: "Se fosse dimostrato che Giulio Regeni era una spia si creerebbe un problema enorme tra l'Egitto e l'Italia".

Si torna ad ipotizzare il fatto che Giulio Regeni fosse una spia o un collaboratore dei servizi segreti, non necessariamente italiani. A metà febbraio Lorenzo Bianchi su Quotidiano.net aveva di fatto sostenuto che che "dalla Farnesina è arrivata una disposizione precisa e perentoria" rivolta all'ambasciatore italiano al Cairo Maurizio Massari il quale non avrebbe dovuto in sostanza parlare dei presunti rapporti di collaborazione tra Giulio Regeni e apparati dei servizi segreti. La famiglia di Giulio Regeni ha invece sempre negato che il figlio, ricercatore 28enne di Fiumicello, fosse un uomo al servizio dell'intelligence.

Per la prima volta ad ipotizzare che Giulio Regeni possa però essere legato in qualche modo agli 007 è l'Egitto, che sul caso del ricercatore sta subendo da diverse settimane pressioni italiane e persino internazionali. Nel corso di un intervento nella trasmissione 'Studio al Nowab' sull'emittente televisiva privata 'Ten Tv', il vicepresidente della Camera dei rappresentanti de Il Cairo, Soliman Wahdan, ha però ricordato all'Italia che "le indagini richiedono tempo. - assicurando - L'Egitto è uno stato di diritto e lavorerà per trovare i responsabili e giudicarli".
Il parlamentare egiziano infine sottolinea: "Se però fosse dimostrato che Giulio Regeni era una spia si creerebbe un problema enorme tra l'Egitto e l'Italia. - concludendo - La fiducia tra i due paesi verrebbe meno". E i rapporti di forza si rovescerebbero.

Più di una volta però è stato evidenziato, anche da fonti egiziane, che l'Egitto si sarebbe limitato a far rimpatriare Regeni se fosse stato scoperto essere una spia. Fino al caso Regeni, infatti, Egitto e Italia erano solidi alleati, anche dal punto di vista commerciale. Continua quindi a far riflettere il fatto che il corpo torturato di Giulio Regeni sia stato fatto ritrovare proprio il giorno in cui era in corso la visita di una delegazione italiana guidata dal ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. Visita che ovviamente è stata annullata. Dietro la morte di Giulio Regeni c'è quindi forse qualcuno intenzionato ad incrinare i rapporti (anche economici) tra Egitto ed Italia?

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