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Caso Giulio Regeni: fallisce vertice in Procura, Italia richiama ambasciatore al Cairo

E' stato un fallimento il vertice tra Italia ed Egitto che si è svolto a Roma sul caso della morte di Giulio Regeni. Il ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, ha disposto il richiamo a Roma per consultazioni dell'Ambasciatore al Cairo Maurizio Massari.

E' stato un fallimento il vertice tra Italia ed Egitto che si è svolto a Roma sul caso della morte di Giulio Regeni. Gli inquirenti italiani non hanno viste soddisfatte le richieste avanzate per rogatoria l'8 febbraio scorso e così il ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, ha disposto il richiamo a Roma per consultazioni dell'Ambasciatore al Cairo Maurizio Massari. Il dicastero specifica infatti in una breve nota che "La decisione fa seguito agli sviluppi delle indagini sul caso Regeni e in particolare alle riunioni svoltesi a Roma ieri e oggi tra i team investigativi italiano ed egiziano. In base a tali sviluppi si rende necessaria una valutazione urgente delle iniziative più opportune per rilanciare l'impegno volto ad accertare la verità sul barbaro omicidio di Giulio Regeni".
L'Egitto non avrebbe infatti consegnato i tabulati telefonici di una decina di utenze riconducibili ad altrettanti cittadini egiziani sospettati di aver avuto un ruolo nella sparizione di Giulio Regeni il 25 gennaio scorso. Inoltre non sarebbe stato consegnato né il traffico delle celle telefoniche né i video delle telecamere della metropolitana e del quartiere dove viveva il 28enne ricercatore italiano, trovato morto il 3 febbraio ai bordi dell'autostrada Il Cairo-Alessandria con segni di tortura. Tra gli atti consegnati, come riferisce la Procura di Roma in una nota, solo "i tabulati telefonici delle utenze egiziane in uso a due amici italiani di Giulio Regeni presenti a Il Cairo nel gennaio scorso, la relazione di sopralluogo, con allegate foto del ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, una nota ove si riferisce che gli organizzatori della riunione sindacale tenuta a Il Cairo l'11 dicembre 2015, cui ha partecipato Giulio Regeni, hanno comunicato che non sono state effettuate registrazioni video ufficiali dell'incontro". Nel corso del vertice, i magistrati egiziani hanno invece lasciato intendere di voler proseguire le indagini sulla banda criminale (5 persone, uccise il un blitz delle forze speciali egiziane il 24 marzo 2016) sospettata di aver ucciso il ricercatore. La Procura di Roma ha invece ribadito il convincimento che non vi sono elementi del coinvolgimento diretto della banda criminale nelle torture e nella morte di Giulio Regeni. La decisione di richiamare l'ambasciatore in Italia, anche se solo per consultazioni, crea uno strappo con l'Egitto, finora considerato un alleato dell'Italia.

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