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Andreotti sta meglio, "Considero il sopravvivere una grazia di Dio"

Giulio Andreotti ricoverato in ospedale, al Policlinico Gemelli di Roma, per un'aritmia sta meglio dato che "è regredita spontaneamente". Messi via per ora i "coccodrilli" rimangono le sue "frasi celebri" sulla morte. Ovviamente anche la sua.

Giulio Andreotti sta meglio, anche se rimane in osservazione. La notizia del ricovero dell'ex Presidente del Consiglio, 93 anni, si era diffusa in serata con la stessa velocità in cui i grandi giornali avevano tirato fuori i file con i "coccodrilli" scritti ormai da tempo. Il Senatore a vita, come comunica il Policlinico Gemelli, è stato ricoverato intorno alle ore 20 del 4 agosto per un'aritmia "che è regredita spontaneamente" e sottolinea che le condizioni sono risultate soddisfacenti. Giulio Andreotti era stato ricoverato sempre al Gemelli all'inizio del maggio scorso, e la sua segretaria aveva dichiarato in quella occasione:"Wikipedia lo dava già per morto, e il presidente ce l'ha messa tutta perché questo non succeda". Giulio Andreotti difatti non rinuncia mai alla battuta, spesso anche sulla morte, alcune delle quali sono diventate celebri. Una di queste è senz'altro "considero il sopravvivere una grazia di Dio", così come "meglio tirare a campare che tirare le cuoia" e "in fondo, io sono postumo di me stesso", tutte citate in "Andreotti" di Massimo Franco (Mondadori, 2010) . E forse per anticipare le "conclusioni" di alcuni coccodrilli, Giulio Andreotti ha anche detto sulla propria "dipartita": "Non sono pronto. Spero di morire il più tardi possibile. Ma se dovessi morire tra un minuto so che nell'aldilà non sarei chiamato a rispondere né di Pecorelli, né della mafia. Di altre cose sì. Ma su questo ho le carte in regola" ( Corriere della sera, 3 maggio 1999 ).

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