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Giulietto Chiesa dopo fermo in Estonia: è degenerazione fascista in UE

Giulietto Chiesa commenta il fermo in Estonia, raccontando che l'arresto è avvenuto prima del suo intervento alla conferenza dal titolo "Ma la Russia è davvero il nemico dell'Europa?". Il giornalista chiarisce: "Per impedirmi di rispondere a questa domanda io di fatto sono stato arrestato. E' un episodio a mio avviso di una gravità senza precendenti e rivela fino a che punto ha proceduto la degenerazione fascista in Europa".

In una nota di ieri sera, 15 dicembre 2014, il Ministero degli Esteri italiano informava che il segretario generale della Farnesina Michele Valensise aveva "convocato l'ambasciatore di Estonia, Celia Kuningas, per chiedere urgenti chiarimenti sul fermo del giornalista ed ex parlamentare europeo Giulietto Chiesa" avvenuto a Tallin. Nella nota si precisa che "Valensise ha espresso sorpresa e preoccupazione per il provvedimento delle autorità estoni e per le sue modalità di esecuzione" visto che "Giulietto Chiesa, giunto nella capitale estone questa mattina per partecipare a un convegno, è stato infatti posto in stato di fermo senza che fosse fornita alcuna motivazione". Il segretario generale ha quindi sollecitato l'immediato rilascio di Giulietto Chiesa, cosa che poi è avvenuta intorno alle 22:00, ora locale in Estonia. Il giornalista ed ex europarlamentare ha ringraziato "per il suo intervento deciso e per la maestria professionale" l'ambasciatore in Estonia Marco Clemente. Sul suo sito, giuliettochiesa.it, il direttore di Pandora Tv commenta il "grave episodio" sottolineando: "E' una lezione da imparare. Ci aiuta a capire che razza di Europa è quella che ci troviamo davanti ora. E che battaglia dovremo fare per cambiarla, per rovesciarla come un calzino. Se non vogliamo che questa gente rovesci noi".

In una dichiarazione rilasciata subito dopo l'arresto, Giulietto Chiesa rivela di essere stato messo in stato di fermo prima, e non dopo come riportato ieri, del suo intervento alla conferenza dal titolo: "Ma la Russia è davvero il nemico dell'Europa?". Il giornalista chiarisce: "Per impedirmi di rispondere a questa domanda io di fatto sono stato arrestato. - e racconta - Sostanzialmente mi si è voluto impedire che io facessi la conferenza. Ho così scoperto di essere in stato di fermo perché sulla mia persona esisteva un decreto di discussione firmato il giorno 13 dicembre 2014 e valido per un mese". Giulietto Chiesa precisa inoltre che le autorità estoni gli hanno impedito di leggere il testo del decreto, come richiesto più volte dal giornalista mentre era rinchiuso in una cella, senza finestre e con la luce perennemente accesa. "Siamo di fronte ad una plateale violazione di tutte le norme del diritto nazionale ed internazionale, europeo e mondiale perché si è realizzato un arresto preventivo per impedire ad una persona di esprimere il suo punto di vista" denuncia Giulietto Chiesa, aggiungendo: "Persona che è un cittadino italiano ed europeo ma che non può parlare sul territorio di uno dei Paesi europei di quel che pensa. E' un episodio a mio avviso di una gravità senza precendenti e rivela fino a che punto ha proceduto la degenerazione fascista in Europa". Giulietto Chiesa conclude: "Mi è toccato di vivere uno dei punti più bassi dell'esperienza europea da quando Altiero Spinelli ha cominciato a pensare all'Europa. Questa non è l'Europa di Spinelli perché non ha nulla a che vedere con i diritti dell'uomo che qui si stanno violando in modo clamoroso".

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