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Decreto lavoro: è legge. Poletti: assumere senza rischio contenziosi

L'aula della Camera ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto lavoro, con 279 sì e 143 no. Giuliano Poletti si dice "soddisfatto" e sottolinea che "con le nuove norme le imprese potranno assumere senza preoccupazioni legate al peso eccessivo di adempimenti burocratici o al rischio di incorrere in possibili contenziosi".

L'aula della Camera ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto lavoro, con 279 sì e 143 no. In una nota, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si dice "soddisfatto" per la conversione in legge del decreto, e ringrazia "i deputati ed i senatori per il loro impegno, che ha consentito di completare l'iter del provvedimento nel rispetto dei tempi previsti". Poletti afferma che "il testo che esce dall'esame parlamentare conferma, sostanzialmente, i contenuti fondamentali e l'obiettivo del decreto" e cioè, a suo giudizio, "dare una risposta urgente alla necessità di rilanciare l'occupazione, semplificando il ricorso all'apprendistato ed al contratto a tempo determinato, per favorire l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro ed una permanenza più lunga dei lavoratori in azienda, premessa decisiva per la successiva stabilizzazione del rapporto di lavoro". Giuliano Poletti sottolinea infatti che "il lavoro lo creano le imprese che investono, dimostrando fiducia nel futuro", anche se questo appare poco roseo visto che per artigiani e Pmi il livello di tassazione raggiunge, mediamente, il 63,1% e in alcune città si finirà di pagare le tasse (cioè lavorare per lo Stato) il 29 settembre. Per Poletti, però, la priorità per la crescita sta nel fatto che "con le nuove norme le imprese potranno assumere senza preoccupazioni legate al peso eccessivo di adempimenti burocratici o al rischio di incorrere in possibili contenziosi", dicendosi certo che ora "non ci saranno più, pertanto, giustificazioni per il ricorso a tipologie come il contratto di collaborazione a progetto o la partita IVA, con il fine esclusivo di mascherare un rapporto di lavoro subordinato". Poletti conclude ricordando che "con la legge di conversione del decreto si compie il primo passo di un percorso di riforma del mercato del lavoro che sarà completato con gli interventi previsti nel disegno di legge delega, già all'esame del Senato, in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità ed alla conciliazione".

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