le notizie che fanno testo, dal 2010

Giuliano Ferrara e il cinghiale radioattivo

Ora Radio Londra è tornata, stessa scenografia, stessa "scrivania girevole", ma quello seduto al centro non sembra più essere lo stesso Ferrara. Debutto incentrato sul nucleare e sulla calma che ricorda Prodi "il mortadella" fatto da Guzzanti. Mortadella di cinghiale però.

Ieri sera Giuliano Ferrara ha debuttato su Raiuno nello spazio che fu di Enzo Biagi, con "Radio Londra", ovvero il remake della sua omonima trasmissione del 1989 che andava in onda dal lunedì al sabato su Canale 5.
All'epoca un Ferrara dagli occhi diversi, furbi e agili, presentava la sua Radio Londra in questo modo: "Ci sono molti modi di parlare di una faccenda di politica, di cronaca, o di attualità, uno è quello di girargli intorno (e Ferrava faceva con il dito il segno del "girare" ndr), l'altro è quello di arrivare proprio al centro della questione. Noi abbiamo scelto il percorso più breve, bastano sette minuti (e Ferrara fa il segno del 7 con due mani, ovviamente, ndr) a Radio Londra". Lo spot di "Radio Londra" originale è disponibile su Youtube (http://www.youtube.com/watch?v=_ma_snmjUL0).
Ora Radio Londra è tornata, stessa scenografia, stessa "scrivania girevole", ma quello seduto al centro non sembra essere più lo stesso Ferrara.
Giuliano Ferrara, almeno al suo debutto, non va più "al centro della questione", ma la prende alla larga, troppo alla larga, per essere convincente su un argomento scottante (quanto una fusione del nocciolo) che è la "renaissance" atomica tricolore di fronte alla fusione nucleare di Fukushima in Giappone.
Quegli occhi vispi e quella sicurezza di Ferrara del 1989 lasciano il posto al mestiere, ma ovviamente non è la stessa cosa.
Giuliano Ferrara sceglie nella prima puntata di Radio Londra di smontare la tesi di coloro che si preoccupano ed hanno paura di una catastrofe nucleare terrificante (che già sono chiamati "sciacalli" da molti rappresentanti delle istituzioni) partendo da una tecnica ben conosciuta dai seguaci di Anthony Robbins e dagli appassionati delle serie poliziesche in cui il "matto" è con la pistola e te la punta addosso. "Ehi!" fa sempre il poliziotto, "Anche io sono come te, anche io li ammazzerei tutti, capisci? Dai, dammi la pistola...", e se la fa consegnare.
Quindi Giuliano Ferrara, con una captatio benevolentiae degna di Videodrome di Carpenter, dice al telespettatore, che mangia la pastasciutta e che gli è saltato magari in mente di andare a votare al referendum: "Io ho paura". E comincia lo show.
Giuliano però la prende larga, troppo larga. E parla dei giapponesi che, anche se gli casca il mondo addosso, reagiscono con "calma, quella pace della ragione e del cuore che è così difficile trovare da noi".
Nella mente di alcuni telespettatori sarà anche apparso Tafazzi che trova la pace e la calma dandosi le bottigliate; altri avranno pensato che anche a L'Aquila tutti erano calmi e solidali, mica si sono presi a sprangate.
Per dimostrare però l'esclusività della calma giapponese Ferrara non poteva certo far vedere tutte le immagini della NHK (la televisoone di Stato giapponese) che mostra i supersiti che piangono, le madri terrorizzate che si fanno controllare dai contatori Geiger, la nipote che piange per la nonna, la giapponesina in lacrime perché non riesce a tornare a casa. Ferrara sceglie un filmato giapponese ad hoc.
Rimanda in onda infatti uno spezzone della tv giapponese in cui una voce di una donna (in giapponese ovviamente, ma non è dato sapere se fosse una telecronaca in diretta od un commento a posteriori), parla nella sua lingua, senza alcun sottotitolo.
La voce sembra abbastanza piatta, esattamente come qualsiasi telegiornale che commenta la gente squartata in una strage in Zambia o tragedie immani in Cecenia senza alcuna emozione.
Ma per Ferrara la voce di una giapponese che parla sopra delle immagini dello tsunami è una prova. E il sintomo, la chiave, la via, di tutto il monologo di Radio Londra.
Ecco che cosa dice Ferrara: "Avete sentito la telecronista, il mare si sta mangiando il paesaggio, la natura si è spaccata, il Creato si rivolta contro se stesso e lei guarda, avete sentito le sue parole, il timbro delle sue parole, il timbro musicale di quello che dice, sono come il ticchettio di una macchina per scrivere, sono come il vecchio sibilo di una telescrivente".
Ferrara allora prende a modello la telecronaca da "telescrivente" della commentatrice nipponica per arrivare finalmente al nocciolo (radioattivo): "Gli orientali hanno paura in modo più calmo, riflessivo, gli orientali, i giapponesi, di fronte al terremoto, al maremoto e alla storia tremenda che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, il dramma e il rischio della fusione del materiale fissile in una centrale nucleare, riescono a trovare quella calma, quella pace della ragione e del cuore che è così difficile trovare da noi".
Ed ecco qui il modo "giusto" che noi italiani non riusciamo a trovare, la calma. Basta con l'"emozione" che porta noi melodrammatici italioti a non volere da decenni il nucleare, bisogna trovare la calma della "telescrivente" per arrivare allo stato estatico del Dottor Stranamore, "ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba", atomica si intende.
E quando Ferrara si lancia in metafore il risultato è la probabile fusione del cervello del telespettatore che sente Giuliano dire: "Dio in Giappone (si riferisce all'Imperatore del Giappone, ndr) ha chiesto che spengano la luce, ha chiesto di stare al buio. La forza simbolica che trasmette anche a noi che le vediamo attraverso i telegiornali, l'immagine di questa battaglia intorno all'immenso calore, come una specie di calore solare, compresso dentro il reattore nucleare, ci dice che dobbiamo anche noi - per il futuro, per il futuro nostro, dei nostri figli, dei nostri nipoti - quando discuteremo del nucleare avere la stessa calma".
Questa ostentazione della parola "calma" poi ricorda l'esilarante imitazione di Romano Prodi di Corrado Guzzanti (youtube.com/watch?v=pgICEhXuADc).
Il ragionamento appare sempre più debole, e la reazione nucleare forte (come dicono i fisici). Il nucleare è retoricamente indifendibile, soprattutto in questo tragico momento, e anche Ferrara sembra saperlo.
E' un compito difficilissimo il suo, è un po' come se nel 1986 stesse difendendo il disastro di Chernobyl in nome dei valori del socialismo e dell'energia nucleare della Glasnost', sole dell'avvenire nucleare sovietico.
Ma Giuliano ci tenta e porta il discorso sul terreno preferito dell'italiano medio, la scommessa in stile "ti piace vincere facile": "Se (i giapponesi, ndr) vinceranno la loro battaglia nella centrale di Fukushima potremmo dire che anche nella più grande devastazione, quella fonte indispensabile di energia per i prossimi anni è relativamente al sicuro. Ma se non la vinceranno, dovremmo pensarci molto bene. Come dicono gli inglesi: better safe than sorry. Meglio pensarci adesso, fare attenzione adesso che compiangersi domani".
Un colpo al cerchio e un colpo alla botte, ma con differenti martelli e forza, una specialità degli ultimi tempi.
Fatto sta che dopo Chernobyl, chi ha votato per liberarsi dal nucleare "better safe than sorry" l'ha detto nel 1986 per non ritrovarsi con Fukushima. Ed oggi, per la sua saggezza e per la sua coerenza è chiamato "macabro sciacallo". Bel ringraziamento.
Tutto questo è inaccettabile, e lo è anche in nome delle radiazioni che ancora, 25 anni dopo, Chernobyl sta ancora "scaricando" sul nostro ecosistema.
Giuliano Ferrara dovrebbe infatti sapere che non ci sono solamente ancora i "bambini di Chernobyl" a soffrire della follia nucleare, ma anche tutti noi, a cominciare ad esempio dai cinghiali che ancora oggi, nei nostri boschi europei sono immangiabili perché fortemente radioattivi (qui una interrogazione parlamentare http://is.gd/UBwFkp - qui il reportage di Spiegel Online http://is.gd/0oHhcI).
Non si può quindi scommettere sul disastro di Fukushima, perché la partita nucleare è già persa da 25 anni.
Bene lo sanno gli italiani, che non si possono chiamare "sciacalli", e neppure cinghiali, anche se qualche volta grugniscono.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: