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Rai Storia, Lezioni dal Giubileo: da Aldo Moro a Giovanni Paolo II

"Il passaggio dal Novecento agli anni Duemila, a partire da un anno cruciale, il 1978, con l'omicidio di Aldo Moro e la morte di papa Paolo VI. Un periodo che lo storico del Cristianesimo Alberto Melloni ricostruisce in 'Lezioni dal Giubileo' in onda venerdì 4 dicembre alle 19.00 su Rai Storia", viene annunciato in un comunicato della tv pubblica di Stato.

"Il passaggio dal Novecento agli anni Duemila, a partire da un anno cruciale, il 1978, con l'omicidio di Aldo Moro e la morte di papa Paolo VI. Un periodo che lo storico del Cristianesimo Alberto Melloni ricostruisce in 'Lezioni dal Giubileo' - il programma di Rai Cultura che anticipa e accompagna il Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco - in onda venerdì 4 dicembre alle 19.00 su Rai Storia" espone in un comunicato la tv pubblica di Stato.
"Nel '78 - viene sottolineato poi -, a pochi mesi dall'uccisione di Moro, si spegne papa Montini, il 'papa del dolore' che nel tentativo di salvare lo statista aveva scritto agli 'uomini delle brigate rosse'. A Paolo VI succede Giovanni Paolo I, Albino Luciani, che muore improvvisamente dopo soli trentatré giorni di pontificato. La fumata bianca del nuovo conclave porta un polacco sul soglio di Pietro: Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II. Il suo sarà un pontificato lungo, segnato da molti avvenimenti e da due Giubilei: quello dell'83 e quello del 2000. Quello dell'83 è l'ultimo Giubileo Straordinario prima di quello che sta per aprirsi. Giovanni Paolo II lo indice per celebrare il 1950esimo anniversario della Redenzione di Cristo sulla croce (33 d.C.) e per proseguire la linea inaugurata da papa Pio XI che, nel 1933, aveva indetto un Giubileo straordinario per il diciannovesimo centenario della Redenzione. Una grande spettacolarità accompagna invece il Giubileo del 2000, con Wojtyla ormai vecchio e malfermo che apre la Porta Santa di San Pietro il 24 dicembre del 1999 e consegna ai media l'immagine festosa delle migliaia di giovani riuniti a Tor Vergata. Ma Wojtyla è anche il papa che prega e chiede perdono presso il muro del pianto di Gerusalemme, il papa che attraversa il Tevere per andare in Sinagoga dai 'nostri fratelli ebrei'."
"L'Anno Santo non è più soltanto un puntare dei riflettori del mondo - spiega Melloni - sul centro della cristianità e sul Papa che gestisce con le chiavi il tesoro dei meriti, ma è anche un momento con il quale la Chiesa guarda alla sua storia, al suo percorso nel tempo, con lucidità e franchezza. Papa Giovanni Paolo II prenderà queste formule del mea culpa e le porterà andando pellegrino lui a Gerusalemme, presso il muro occidentale, dove i figli e le figlie di Isreale pregano. Con questo gesto, un gesto di comunione con il popolo dell'Alleanza, il Papa si riconnette all'origine stessa del Giubileo: un pellegrinaggio, dimensione essenziale della vita spirituale, che viene risignificato con un atto che rimarrà nella memoria di tutti quanti".

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