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Giovanni Favia resta: indipendente nel Gruppo MoVimento 5 Stelle

Giovanni Favia rimane nel Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle dell'Emilia Romagna (invece di passare nel Gruppo Misto), ma come indipendente. Il collega "grillino" Andrea Defranceschi afferma di "non condividere assolutamente la scelta".

Si era candidato con Rivoluzione Civile come indipendente, e come indipendente rimarrà all'interno del Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle dell'Emilia Romagna. Giovanni Favia, il grande espulso M5S (insieme a Federica Salsi) dopo che il consigliere regionale aveva sollevato il problema della democrazia interna e della gestione Beppe Grillo - Gianroberto Casaleggio nel MoVimento 5 Stelle, decide di "non passare al Gruppo Misto" in Regione. A darne ufficialmente notizia il collega Andrea Defranceschi, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Emilia Romagna, che non sembra però davvero solidale con le peripezie del compagno, tanto da sottolineare di "non condividere assolutamente la scelta" di Giovanni Favia. Defranceschi precisa però che la decisione di Favia "rientra tra le possibilità che gli strumenti legislativi gli consentono" e che quindi non ha "alcuna possibilità di opporsi o modificare la situazione". Andrea Defranceschi specifica quindi: "In qualità di Capogruppo, permane a mio carico la gestione e la responsabilità, amministrativa e penale, del budget assegnato per il personale e il funzionamento del Gruppo Consiliare e gli strumenti e materiali fin qui acquistati per lo svolgimento delle attività del Gruppo. Il personale tecnico, attualmente distaccato da altri uffici regionali, continuerà a fornire il suo supporto ad entrambi i consiglieri. - precisando però - Il personale con incarichi fiduciari, nello specifico l'Ufficio Stampa, lavorerà esclusivamente con me". Giovanni Favia, infatti, non solo non può più usare il simbolo del MoVimento 5 Stelle, registrato a nome di Beppe Grillo, ma è stato anche pregato, insieme a Federica Salsi, "ad astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S" . A stretto giro, interviene sull'argomento anche Giovanni Favia, precisando alcune questioni. "Sono l'unico dei consiglieri espulsi che ha deciso di lasciare il suo mandato prima della sua fine naturale. E' una mia libera scelta, nessuno me lo imponeva. Potevo restare come hanno fatto gli altri. Ho sempre detto che lo avrei fatto terminate alcune battaglie che avevo iniziato da tempo, sia come consigliere che come presidente di commissione. Non ho mai cambiato versione in questi mesi - scrive Giovanni Favia su Facebook - Ho continuato a tagliarmi lo stipendio, ho rinunciato al vitalizio (dopo l'espulsione) ed ho affrontato anche il tema della composizione tecnica del gruppo con Andrea". Favia quindi chiarisce: "Il gruppo consiliare non è del 'partito' ma è legato ai consiglieri. Lasciarlo significherebbe privarlo di risorse (in seguito alla riduzione della composizione numerica) rompere il gruppo e lo staff che da oltre due anni lavora armonicamente e con ottimi risultati, trasversalmente sia con me che con Andrea, mettendo inoltre i dipendenti di fronte a delle scelte difficili. Nessuno ci guadagnerebbe: non io, non Andrea, non i cittadini. Ma l'accanimento è già partito e gli insulti anche". Giovanni Favia ammette quindi di essere rimasto "ferito" nel "leggere il messaggio di Andrea, privo di spiegazioni, dal quale menti suggestionabili deducono che io rimanga nel gruppo solo per tenermi una poltrona. E via col linciaggio dei fanatici, che mi preoccupa sempre di più". L'ex "grillino" quindi sottolinea: "Quando gruppo misto o gruppo attuale, per quanto concerne la poltrona, non cambia nulla… Gruppo attuale che io ho da oltre due anni ed in maniera determinante contribuito a creare ed organizzare…. Se quel gruppo deve avere una paternità, non è certo quella del 'partito' ma dei due consiglieri che lo hanno messo in piedi, come dinamiche lavorative, come gruppo e come contenuti. Quei due consiglieri che aldilà delle espulsioni del capo continuano ad essere un picchetto di resistenza in consiglio regionale, un terminale per i cittadini".

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