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Favia corre per la Rivoluzione Civile: avvierò mio portale internet

Giovanni Favia accetta la proposta di Antonio Ingroia e si candida nelle liste di Rivoluzione Civile. Su Facebook Giovanni Favia annuncia poi: "Avvierò un portale internet che permetterà alle persone di lavorare sui contenuti per l'attività parlamentare, partecipandovi secondo i principi della democrazia diretta". Quel portale che chiedeva prima di essere espulso dal MoVimento 5 Stelle.

Alla fine Giovanni Favia, il grande espulso del MoVimento 5 Stelle, ha accettato. Giovanni Favia è pronto a correre la sua rivoluzione civile, stavolta non grazie a Beppe Grillo ma ad Antonio Ingroia, che ringrazia l'attuale consigliere regionale dell'Emilia Romagna di aver risposto al suo appello. Antonio Ingroia ci tiene però a sottolineare che "la candidatura di Giovanni Favia non è un segno di ostilità verso il MoVimento 5 Stelle, né verso Beppe Grillo" ma "anzi è un modo di accogliere le stesse battaglie con un giovane molto combattiero e combattivo, che si presenterà nelle file di Rivoluzione Civile".

Anche nella sua lunga lettera che annuncia la propria candidatura nelle liste di Ingroia, Giovanni Favia specifica che prima di accettare ha "letto i 10 punti costitutivi della Lista Rivoluzione Civile" ritenendoli "in linea con le battaglie fino ad oggi svolte in nome e per conto del m5s". Giovanni Favia prosegue chiarendo prima di tutto che Antonio Ingroia gli ha garantito "sotto il profilo politico massima indipendenza e nessun bisogno di tesserarmi a partiti o movimenti - promettendo - cosa che non farò". Ma questa non è l'unica promessa di Favia. Anche per anticipare gli ovvi commenti che sarebbero scaturiti da questa sua decisione, Giovanni Favia spiega: "Rimango un cittadino prestato alla politica, senza etichette sopra la testa di destra o di sinistra, bensì con una forte impronta civica. Ho sempre detto, sin dal primo giorno, che il mio impegno in politica sarebbe stato a tempo, massimo dieci anni e così farò".

La lettera di Favia quindi prosegue ricordando: "Sono stato cacciato dal movimento che ho contribuito a costruire. Il mio è un percorso che nel m5s si interrompe per via di una scelta arbitraria e irrazionale, ma la mia passione non si è spenta, né tantomeno la voglia di cambiare le cose. Ho rinunciato ai vantaggi della politica: arricchimento economico e relativi privilegi in favore di un'opera di servizio civile e così farò se eletto". Il candidato di Rivoluzione Civile continua rammentando: "Nessuno mi ha mai negato capacità, caparbietà e onestà; le vorrei portare in parlamento per metterle a disposizione dei cittadini italiani e delle battaglie in cui ho creduto in questi anni e che fino ad oggi ho condotto con il movimento 5 stelle".

Giovanni Favia quindi annuncia una novità, quella che potrebbe essere davvero una svolta per la lista di Antonio Ingroia e una temibile "concorrenza" per Beppe Grillo: "Nei prossimi giorni avvierò un portale internet che permetterà alle persone di lavorare sui contenuti per l'attività parlamentare, partecipandovi secondo i principi della democrazia diretta. Per una vera e propria costruzione collettiva della politica". Finalmente Giovanni Favia riesce a portare a compimento quel portale che avrebbe voluto veder creato, come da promesse, per il MoVimento 5 Stelle. Quello stesso "non portale", come potrebbe ribattezzarlo qualcuno, che ha instillato dentro il movimento di Beppe Grillo i dubbi sulla democrazia interna.

Giovanni Favia continua dicendosi comunque "certo e contento del fatto che il prossimo parlamento avrà una nutrita delegazione del m5s" sperando che "al suo fianco ci possa essere Rivoluzione Civile per rappresentare insieme quell'opposizione sociale e quella tutela di cui i cittadini italiani, schiacciati da lobby o da partiti che sono diventati comitati d'affari, hanno bisogno". "Io farò la mia parte - promette Favia - Cambiano mio malgrado i percorsi, non gli obiettivi, e soprattutto non i principi". Giovanni Favia chiarisce quindi: "Per quanto concerne il mio mandato in Regione, ormai depotenziato e con le gambe spezzate dall'espulsione, ho deciso di rimanere all'interno del gruppo con Andrea Defranceschi col quale vi è ancora un ottimo rapporto umano e politico, ma senza firmare gli atti in nome del movimento. Nel caso in cui non venissi eletto in parlamento, portata a termine la mia attuale attività, alla prossima relazione semestrale presenterò ai cittadini dell'Emilia Romagna che mi hanno sostenuto e votato, le mie dimissioni irrevocabili, ridando al movimento la possibilità di avere due rappresentanti abilitati pienamente a rappresentarlo".

L'ex attivista del MoVimento 5 Stelle conclude assicurando: "Io posso specchiarmi nella mia coscienza. In questi anni, per il movimento, ho fatto sacrifici come pochi altri, seminato e annaffiato una terra dura e arida, e tutto quel lavoro oggi, contro ogni pronostico dell'epoca, sta dando splendidi frutti per la politica italiana. Ne sono contento ed orgoglioso. Spero che il futuro possa permettere a questo paese di rialzare la testa, rendendoci orgogliosi di esserne cittadini. Io farò ancora la mia parte".

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