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Rai Punti di vista: "Negli occhi" di Giovanna Mezzogiorno i ricordi del padre Vittorio

"Un carattere ingombrante e dispotico, ma nello stesso tempo capace di grande generosità. A Vittorio Mezzogiorno, grande artista che ha lasciato un'impronta indelebile nei ricordi di chi lo ha incontrato, è dedicato il docu-film 'Negli occhi', di Daniele Anzellotti e Francesco Del Grosso, in onda mercoledì 3 giugno alle 21.30 su Rai Storia, ch", spiega in una nota la tv pubblica di Stato. Il ritratto sincero e sentito di Vittorio Mezzogiorno passa anche attraverso la voce della figlia Giovanna.

"Un carattere ingombrante e dispotico, ma nello stesso tempo capace di grande generosità. A Vittorio Mezzogiorno, grande artista che ha lasciato un'impronta indelebile nei ricordi di chi lo ha incontrato, è dedicato il docu-film Negli occhi , di Daniele Anzellotti e Francesco Del Grosso, in onda mercoledì 3 giugno alle 21.30 su Rai Storia, ch. 54 del Digitale terreste e ch.23 Tivù Sat" informa in una nota la tv di Stato.
"Attori - si prosegue di seguito -, registi, amici e parenti omaggiano l'attore dal grande talento, ma descrivono anche un uomo dal carattere eccentrico e imprevedibile, difficile da comprendere e con aspetti cupi. Anarchico, vitale, e caciarone come Napoli, la sua città d'origine."
"Raffinato e rigoroso come Parigi - si comunica inoltre -, città dove ha vissuto per molti anni, sostenuto dall'amicizia con il regista teatrale Peter Brook, che vide una luce nel giovane Mezzogiorno e lo scelse per recitare nell'opera monumentale Mahabharata ."
"Un uomo che amava il suo mestiere e spesso lo metteva al primo posto nella gerarchia degli interessi. Il ritratto sincero e sentito di Vittorio Mezzogiorno passa anche attraverso la voce della figlia Giovanna, attrice di livello internazionale, che racconta le difficoltà di crescere con un padre così famoso e richiesto" si continua.
Si illustra al termine: "Vittorio amava stare al centro dell'attenzione, era un modo per affascinare chi gli stava vicino. Al lavoro, invece, che fosse cinema, teatro o televisione, soffocava i suoi impulsi per poi ritrovarli e servirsene, dopo un accurato studio del ruolo che stava per interpretare. Odiava ciò che era volgare e cercava, in tutti i modi, di distaccarsi dalla banalità dello spettacolo mediatico. I registi che lo hanno diretto o che lo hanno conosciuto da Giordana a Placido, da Bellocchio a Martone, non dimenticano quello sguardo così espressivo e profondo. Il documentario mette a fuoco il ricordo e costruisce una nuova identità di Vittorio Mezzogiorno, quella che vive Negli occhi di chi guarda e osserva dall'esterno. E si concentra su chi ha vissuto con lui, cercando nei volti degli intervistati la stessa luce di Vittorio. La rimpatriata finale con tutti i parenti, dai numerosissimi fratelli e sorelle alla figlia americana avuta da una relazione extra-coniugale, mette insieme i pezzi e incornicia una famiglia ritrovata."

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