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Giornata della Memoria o dell'Oblio? Russia declassifica documenti su Auschwitz

La Giornata della Memoria, 70 anni dopo la liberazione dei prigionieri detenuti nel campo di concentramento di Auschwitz, verrà anche ricordata tristemente come il tentativo di "distorcere o riscrivere la storia" come denuncia il Presidente russo Vladimir Putin. La Polonia afferma infatti che a liberare Auschwitz furono gli ucraini. Sergey Lavrov ricorda l'ovvio: "Tutti sanno che a liberare Auschwitz fu l'Armata Rossa, composta da soldati di più etnie". Il Ministero della Difesa russo declassifica e pubblica i documenti sulla liberazione del lager in risposta a chi intende "cancellare dalla memoria della gente le atrocità commesse dai nazisti ad Auschwitz".

La Giornata della Memoria, 70 anni dopo la liberazione dei prigionieri detenuti ad Auschwitz, verrà anche ricordata paradossalmente, e tristemente, come il tentativo di "distorcere o riscrivere la storia" come denuncia il Presidente russo Vladimir Putin, assente alla commemorazione nel campo di concentramento poiché il governo polacco non ha voluto il leader del Cremlino in segno di protesta per "l'aggressione all'Ucraina". Da ricordare che il premier polacco Donald Tusk appena insidiatosi come presidente del Consiglio europeo aveva paragonato l'invasione del 1939 da parte delle truppe di Hitler a quanto sta succedendo nell'est Ucraina invitando la NATO a "fermare coloro per cui la violenza sta diventando un arsenale dell'azione politica", cioè i russi. Durante la Giornata della Memoria il governo della Polonia si è spinto oltre, dando la paternità della liberazione di Auschwitz agli ucraini. Il ministro degli Esteri Grzegorz Schetyna afferma infatti che "furono le truppe ucraine a liberare il lager". Ci pensa l'omologo russo Sergey Lavrov a ricordare l'ovvio: "Tutti sanno che a liberare Auschwitz fu l'Armata Rossa, composta da soldati di più etnie, - aggiungendo - sfruttare il lager a fini nazionalisti è molto cinico". Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche sotto il comando del maresciallo Ivan Konev sono infatti entrate nel sud-ovest della Polonia, liberando 7.600 prigionieri da Auschwitz-Birkenau.

Vladimir Putin interviene chiarendo: "Qualsiasi tentativo di coprire eventi come questo, così come di distorcere o riscrivere la storia è inaccettabile e immorale. - sottolineando - Tali tentativi sono guidati dal desiderio di nascondere la propria vergogna, che sia di viltà, ipocrisia e tradimento, e per giustificare la tacita complicità diretta o indiretta con i nazisti". Il Presidente russo ha quindi rammentanto che ci sono prove storiche del coinvolgimento del movimento ucraino nazionalista Bandera nello sterminio del popolo ebraico a Lviv, Odessa e Kiev. Un riferimento, questo, al fatto che i separatisti filorussi dell'est Ucraina chiamano 'banderovtsy' i sostenitori del governo di Kiev. Documenti che forse si troveranno anche in quelli declassificati oggi, in occasione dei 70 anni della liberazione dei 7.600 prigionieri ancora detenuti nel lager di Auschwitz-Birkenau, dal Ministero della Difesa russo. Gli storici documenti inerenti la liberazione del lager sono stati pubblicati sul sito ufficiale del Ministero della Difesa della Federazione Russa anche in risposta a chi intende "cancellare dalla memoria della gente le atrocità commesse dai nazisti ad Auschwitz".

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