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Giornata della Memoria 27 gennaio 2014: ma senza ricordare il film Anita B.

La Giornata della Memoria, 27 gennaio 2014, si avvicina ma paradossalmente l'emarginazione e i "gap di democrazia diventano sempre più accentuati. Nella settimana in cui si celebra il Giorno della Memoria 2014, infatti, il film Anita B. di Roberto Faeza, tratto dal libro "Quanta stella c'è nel cielo" di Edith Bruck, è distribuito in pochissime sale in tutta Italia (appena 24), e nessuna a Milano.

Si avvicina la Giornata della Memoria, 27 gennaio 2014, per commemorare le vittime dell'Olocausto ma soprattutto per non dimenticare che l'orrore del nazismo, o di qualsiasi altra atroce dittatura, potrebbe essere sempre dietro l'angolo se non si ricorderà alle generazioni presenti e future che la libertà è un valore da difendere, ad ogni costo. Lascia perplesso quindi lo scoprire che, a cavallo della Giornata della Memoria 2014, il film Anita B. di Roberto Faeza, tratto dal libro "Quanta stella c'è nel cielo" di Edith Bruck, è distribuito in pochissime sale in tutta Italia (appena 24), e nessuna a Milano. Il film Anita B. racconta di una ragazza che "esce da Auschwitz" e i distributori pensano quindi che sia un film incentrato "sull'orrore" del più terribile dei campi di concentramento nazisti e non "sulla gioia di vivere, sul dopo", come specifica il regista. Ma Faeza, intervistato da Laura Pertici su RPrima, precisa che il motivo principale per cui il film Anita B. non sia riuscito ad entrare in molte sale cinematografiche nemmeno nella settimana in cui si celebra il Giorno della Memoria 2014 sta nel "gap di democrazia" che vive questo Paese. Premessa pericolosa per ogni idea di totalitarismo. "In Italia c'è un controllo delle sale cinematografiche che non è proprio, tra virgolette, democratico, dove i più forti, che sono prepotenti, scacciano i più deboli. Noi abbiamo una distributrice molto piccola (Good Films ndr), molto coraggiosa, ma non potente. Il nostro film non ha la forza hollywoodiana del cinema americano e quindi viene emarginalizzato" continua Faenza che sottolinea che con tale modus operandi "si fa un torto al pubblico" perché gli si "impedisce di vedere anche cose che non sono soltanto divertimento, evasione. Questo è un film che ha un pensiero dietro. Togliere al pubblico la possibilità di confrontarsi con cose di questo genere è un grande torto". Fino a quando ci sarà questa emarginazione, anche di un film, la Giornata della Memoria rimarrà quindi solo una data da memorizzare, e non un passaggio della nostra storia da comprendere.

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