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Unioni civili: con la fiducia passa un testo di mediazione, dice Tonini (PD)

"La scelta della fiducia sulle unioni civili fu decisa in Senato, quando era in aula il ddl Cirinnà, per superare un'impasse e scongiurare il rischio che tra ostruzionismi e voti segreti l'Aula di Palazzo Madama votasse un testo confuso e contraddittorio", commenta in un comunicato Giorgio Tonini del Partito Democratico.

"La scelta della fiducia sulle unioni civili fu decisa in Senato, quando era in aula il ddl Cirinnà, per superare un'impasse e scongiurare il rischio che tra ostruzionismi e voti segreti l'Aula di Palazzo Madama votasse un testo confuso e contraddittorio. Fu una decisione saggia, presa dopo una discussione parlamentare ampia e approfondita, nella quale era stato dato ascolto a tutte le diverse sensibilità etiche e culturali, cercando di trovare un punto di sintesi nel quale potesse riconoscersi una larga parte del Paese" afferma in una nota il senatore PD Giorgio Tonini.
"La questione di fiducia non è stata dunque una forzatura, per imporre un punto di vista su un altro, in un quadro di scontro, ma lo strumento tecnico-parlamentare per sostenere un testo di mediazione, che colmando un grave ritardo istituisce le unioni civili per le coppie omosessuali e regola diritti e doveri che derivano dalle convivenze di fatto, stralciando e dunque rinviando ad un diverso provvedimento di riforma delle adozioni la delicata questione della 'stepchild adoption' "afferma quindi il parlamentare.
"Quanto alle dichiarazioni del leader del Family Day, Massimo Gandolfini, sono sconcertato dalle sue parole: cosa c'entra il referendum confermativo sulla riforma della Costituzione con il voto parlamentare sulle unioni civili? Si tratta di un ricattuccio, che squalifica chi lo fa e denigra il mondo che pretende di rappresentare"dichiara in conclusione l'esponente dem.

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