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Stato-mafia, Napolitano: conflitto attribuzione contro Procura Palermo

Giorgio Napolitano comunica di aver affidato all'avvocatura dello Stato l'incarico di sollevare il conflitto di attribuzione nei confronti della Procura di Palermo che sta indagando sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia. Al centro, alcune "intercettazioni indirette" al Presidente della Repubblica.

Con un breve nota il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rende noto di aver affidato "all'Avvocato Generale dello Stato l'incarico di rappresentare la Presidenza della Repubblica nel giudizio per conflitto di attribuzione da sollevare dinanzi alla Corte Costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica di Palermo per le decisioni che questa ha assunto su intercettazioni di conversazioni telefoniche del Capo dello Stato".
La Procura di Palermo sta indagando sulla cosidetta trattativa Stato-mafia, e nelle scorse settimane erano trapelate telefonate intercettate tra il consigliere del presidente della Repubblica per gli Affari giuridici e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di falsa testimonianza .
Intercettazioni, viene spiegato nella stessa nota, in realtà "indirette" ma Giorgio Napolitano ritiene comunque le "decisioni" assunte dalla Procura di Palermo "lesive di prerogative attribuitegli dalla Costituzione".
Napolitano specifica che l'aver sollevato il conflitto di attribuzione è a suo giudizio un "dovere del Presidente della Repubblica" per "evitare si pongano, nel suo silenzio o nella inammissibile sua ignoranza dell'occorso, precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce".
Commenta la notizia del sollevamento del conflitto di attribuzione Antonio Di Pietro dell'Italia dei Valori, affermando che Giorgio Napolitano "ha ragione quando sostiene che non devono esserci interferenze tra i vari organi costituzionali dello Stato", aggiungendo che proprio per questo motivo l'IdV si augura "che nessuno, qualunque carica rivesta, interferisca con l'Autorità Giudiziaria nell'accertamento della verità".
"Ciò premesso - prosegue Antonio Di Pietro - l'Italia dei Valori si schiera, senza se e senza ma, al fianco di quei magistrati palermitani che stanno facendo ogni sforzo possibile per accertare la verità in ordine alla pagina buia rappresentata dalla trattativa tra Stato e mafia, che ha umiliato le istituzioni ed ha visto magistrati del calibro di Falcone e Borsellino perdere la vita, mentre altri trattavano per farla franca".

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