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Schifani e Fini sui nuovi Sottosegretari: si va al voto di fiducia

La nomina dei nuovi Sottosegretari ha ottenuto un "richiamo" da parte di Giorgio Napolitano, tanto che Gianfranco Fini e Renato Schifani annunciano che dopo le amministrative si procederà con un voto di fiducia.

Giorgio Napolitano sembra chiaro in merito alla nomina dei nuovi Sottosegretari, rilevando in una nota che "sono entrati a far parte del Governo esponenti di Gruppi parlamentari diversi rispetto alle componenti della coalizione che si è presentata alle elezioni politiche". Per questo motivo invita i Presidenti delle Camere e il Presidente del Consiglio a "valutare le modalità con le quali investire il Parlamento delle novità intervenute nella maggioranza che sostiene il Governo". In una nota congiunta i presidenti del Senato, Renato Schifani, e della Camera dei deputati, Gianfranco Fini fanno sapere quindi che in merito al "richiamo" del Colle, si riserveranno "di procedere alla convocazione delle rispettive conferenze dei Capigruppo alla immediata ripresa dell'attività parlamentare". Vale a dire voto di fiducia, ma dopo le amministrative. Assolutamente d'accordo con il Quirinale Pier Luigi Bersani, che commenta: "Il presidente della Repubblica nella sua puntualità ha indicato una strada. Posso aggiungere che quando si nominano nove sottosegretari, e se ne promettono altri dieci, evidentemente qualcosa succede anche sul piano politico a meno che non si tratti di una semplice compravendita. E questo credo che sia il punto affidato, ora, alla valutazione dei presidenti della Camera e del Senato. Noi siamo sempre molto convinti che il Parlamento vada valorizzato in questi casi, e che la politica debba riprendere il suo posto e il suo ruolo". Dal sito del PD, infatti, viene sottolineato che tra "i 'magnifici' nove, promossi su proposta del Presidente del Consiglio, non sono entrati tutti in Parlamento chiedendo agli elettori un voto per sostenere il governo Berlusconi". Della stessa opinione sembra essere anche Roberto Calderoli, che dopo l'annuncio del voto di fiducia dice: "So di cantare fuori dal coro, ma un poco di Costituzione e di leggi ho pur dovuto studiarmele... La Costituzione non chiarisce il punto e la legge attribuisce il potere di nomina dei sottosegretari al Presidente del Consiglio ma è vero anche che, nella situazione che stiamo analizzando, nell'ultimo voto di fiducia quella stessa fiducia non fu votata da due di coloro che sono stati appena nominati sottosegretari". Calderoli si dice comunque tranquillo: "Non vedo motivi di paura per un voto di fiducia, quando si ha una squadra vincente si affronta la partita senza timori e, oltretutto, certe cose non dovremmo neppure arrivare farcele chiedere dal presidente Napolitano...".

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