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Saggi a Napolitano: serve riforma partiti, con Statuti più democratici

I "saggi" hanno consegnato le loro relazioni a Giorgio Napolitano. Tra i punti spicca anche la necessità di una riforma dei partiti e dei loro Statuti, affinché la vita interna sia regolata da un maggiore carattere di democraticità. Ecco cosa dovrebbe avere ogni Statuto per essere democratico e "rassicurare il cittadino in ordine alla struttura e alle finalità di ciascun partito".

I due gruppi di "saggi" hanno consegnato le loro relazioni a Giorgio Napolitano, consultabili sul sito del Quirinale, con le quali hanno cercato di mettere in evidenza le urgenze del Paese e le "posizioni comuni" tra le diverse forze politiche, affinché queste arrivino alla "formazione del nuovo governo di cui il paese ha urgente bisogno". Tra i consigli dei saggi, anche quello riguardo la riforma dei partiti, affinché si dotino di Statuti più democratici. I "saggi" ricordano infatti che all'articolo 49 della Costituzione viene sancito che "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale". I "saggi" ammettono che "con il tempo questo carattere di libera e nobile associazione politica si è affievolito tanto nella realtà quanto, e molto di più, nella percezione dell'opinione pubblica" spiegando che "la rilegittimazione dei partiti politici come strumento a disposizione di tutti i cittadini per partecipare alla vita politica del Paese passa attraverso un loro rinnovato orientamento verso il bene comune e la responsabilità nazionale" ma sottolineando anche come "decisiva è la determinazione dei caratteri minimi degli Statuti che possano rassicurare il cittadino in ordine alla struttura e alle finalità di ciascuno".

I saggi spiegano che l'articolo 5 della legge 96/2012 sul finanziamento dei partiti non è sufficiente per garantire principi democratici nella vita interna, poiché norma "troppo generica" tanto da rischiare "di dar luogo ad incertezze e contenziosi". Per questo per i "saggi" appare "opportuno proporre che ogni Statuto preveda, per rispondere ai requisiti di democraticità richiesti dalla Costituzione:
a) gli organi dirigenti elettivi; b) le procedure deliberative che prevedano adeguata interazione tra iscritti e dirigenti nella formazione degli indirizzi politici; c) gli organi di garanzia e di giustizia interni; d) la istituzione dell'anagrafe degli iscritti e le condizioni per l'accesso, che dovrebbe essere garantito a tutti gli iscritti; e) l'equilibrio di genere negli organi collegiali e nella formazione delle candidature; f) le garanzie per le minoranze; g) le procedure per modificare statuto, nome e simbolo del partito".

Una riforma dei partiti, e dello Statuto che ne regola la vita, che auspica in particolare il Partito Democratico. Una riforma che metterebbe fine alla nascita di tutti quei partiti o movimenti che si dicono democratici, nella loro vita interna, ma a volte solo a parole.

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